Sparita la piccola libreria sociale di piazza Aragona

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di Pitteranera pittore, designer

L’esperimento è cominciato un anno e mezzo fa, per iniziativa delle botteghe artigiane ALAB di Palermo, che hanno deciso di investire tempo, energia e materiali nel cambiamento e nella solidarietà, a partire da un importante realtà urbana del Cuore Antico della città. Stiamo parlando di piazza Aragona, una delle piazze più rappresentative  e ‘artistiche’ del Centro Storico  di  Palermo (la Galleria di Arte Moderna di Palazzo Bonet forma uno dei quattro lati della piazza).  Nel gennaio 2018,  su richiesta dell’Associazione degli artigiani di Alab, del Centro di formazione artistica  Le Vie del Colore, del Comitato Merkart, della FIAB, di Mobilita Palermo e delle Associazioni Eglise e Maghweb,  la piazza entra formalmente in una fase nuova, diversa, poiché viene avviato il processo di pedonalizzazione-socializzazione, della stessa, come spazio collettivo e di incontro culturale: un obiettivo coltivato dal basso ben prima del 2018,  mentre diverse  botteghe di ALAB, e diverse realtà associative,  si andavano affacciando sulla piazza già da diverso tempo.

L’idea delle botteghe ALAB è stata di fare subito tesoro della dimensione collettiva della piazza; di generare una nuova catena di complicità tra cittadini consapevoli del ruolo rigenerativo della cultura: dello “scambio culturale solidale”. Allora quale soluzione migliore se non quella di creare una piccola biblioteca sociale proprio nel cuore della città? Una microbiblioteca  aperta a tutti, in uno sfondo storico invidiabile dalle più importanti città d’arte italiane? I soci di Alab hanno creato così, spontaneamente, proprio un anno e mezzo fa, delle piccole scaffalature di legno riciclato: da quel momento libri d’arte, per la scuola, di letteratura, di storia, romanzi vecchi e nuovi, manuali tecnici di varia natura hanno cominciato a sfilare sotto lo sguardo sempre più incuriosito di una piazza, di un quartiere, di una città. Un ‘gesto’ apparentemente piccolo e semplice, che nel tempo è diventato un concreto riferimento per il quartiere; e che nella  sua stessa esistenza e “resistenza” nel tempo, da esperimento è stato via via riconosciuto e apprezzato dai residenti e dagli abitanti palermitani come un contribuito importante per la creazione di un piccolo effetto urbano alternativo, in una delle piazze-chiave della rigenerazione culturale della città.

La microbiblioteca sociale, con i suoi costanti inviti allo scambio equosolidale con il passante e alla responsabilizzazione degli appassionati d’arte e di cultura (“metti un libro, e ne porti via uno”) insomma, pur nella sperimentazione, è diventato un punto fermo. Pochi giorni fa però la triste sorpresa. <<Una settimana fa>>, ci racconta Fabrizio di ‘Ciatu’,  una delle botteghe artigiane che affacciano su Piazza Aragona,<<è stato rubato quello che fino ad ora aveva resistito: hanno portato via tutti i libri che c’erano,  tutti gli scaffali di legno riciclato, ed inoltre le piccole piante situate nelle vicinanze della microbiblioteca>>. Non contenti, hanno anche preso alcune piante vicino l’ingresso della nostra bottega che davano un tocco di garbata eleganza, sia di giorno che di notte.

<<Da quanto mi raccontate  e da quello che sta emergendo consultando anche alcuni residenti della zona, è stato un furto molto rapido; e premeditato: dove  la silenziosa velocità sembra chiarire che si tratta di un gruppo di persone, non tanto di uno stupido di turno. Un gruppo che con l’aiuto di un camioncino, un furgoncino, un’ Ape, o simili,  contando su  molte braccia (almeno tre) da investire nell’operazione di furto,  hanno agevolmente prelevato nella notte, o nella mattina molto presto, tutto quello che potevano prendere: compresi alcuni contenitori della differenziata!>>

<<Sì , la ricostruzione del furto (per quanto possibile incrociando le informazioni a disposizione fino ad ora), così come la velocità con cui è avvenuto, sembra far spazio a questa ipotesi>>.

<<Mi dicevi inoltre che sapete di poter  contare, come sempre, sull’appoggio di buona parte dei residenti e dei commercianti. Quindi mi sembra di capire che non mollerete la vostra battaglia culturale. Il vostro esperimento…>>

<<Assolutamente no. Presto rifaremo una nuova libreria sociale più bella, più grande e più colorata.>>

<<Sentendoti parlare comprendo che per voi prendersi cura di quest’aspetto sociale, in una delle piazze principali del Centro storico della città,  è quasi una logica estensione della vostra vocazione artigianale. Nel senso che incoraggiare lo scambio equosolidale attraverso dei libri, simbolo di cultura, sia per voi un passo sentito per estendere l’etica della produzione artigianale di bottega  alla vita collettiva urbana, è così? >>

<<Hai perfettamente colto nel segno>>


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