Cinema: riscopriamo i classici del Natale… in lingua originale

Di Giovanni Curione

Come riuscire a dare nuova linfa alla solita carrellata di film cult natalizi? Una riflessione di Giovanni Curione.

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Si sa, ogni anno, di questi tempi, le tv generaliste e le varie piattaforme di streaming iniziano già a propinarci la solita carrellata di cult natalizi da riscoprire. Esaurita quasi del tutto la loro carica espressiva, questi lungometraggi si ergono a strenui difensori della tradizione, magari da relegare in sottofondo tra una smazzata di poker e una tombolata tra amici.

Infatti, rispetto a 15/20 anni fa, la modalità di fruizione di tali contenuti è del tutto cambiata: anche la magia dell’attesa del Natale è stata imbrigliata dalla logica del “tutto e subito” dei nativi digitali. In poche parole, quasi nessuno aspetta più la sera del 24 dicembre per ridere con Eddie Murphy in Una poltrona per due: non tanto perché non faccia più ridere, quanto perché “se voglio guardare Una poltrona per due, posso farlo quando voglio e non quando Italia Uno decide di mandarlo in onda”.

Nuova linfa a questi cult (che, va specificato, – proprio perché tali – rimangono intramontabili) potrebbe essere data dalla nuova esperienza di visione in lingua originale. Tutti abbiamo visto almeno una volta durante le vacanze natalizie Mamma ho perso l’aereo, Fuga dal Natale o Una poltrona per due. Eppure, la maggior parte di noi farebbe spallucce affermando con certezza di non aver mai visto Home Alone, Christmas with the Kranks o Trading Places.

Senza nulla togliere allo straordinario lavoro di doppiatori e adattatori dei dialoghi, ci rendiamo subito conto di come cambi già qualcosa nella titolazione del prodotto filmico a livello concettuale, di come si possano aprire nuovi spiragli di interpretazione. Quindi perché non assumere una prospettiva diversa beneficiando anche dei dialoghi originali? L’esperienza potrebbe senza dubbio rivelarsi al di sopra delle aspettative, anche per coloro per cui le lingue (l’inglese in questo caso) sono sempre state considerate ostiche e/o abbandonate al nozionismo dei libri di grammatica: tutti conosciamo il finale de Il Grinch o le peripezie che portano il giovane Kevin di Home Alone a far arrestare i ladri che tentano di svaligiare la sua casa. Poco attenti ai colpi di scena (perché li conosciamo già) e alla trama, potremmo dunque soffermarci su nuove voci e nuove abitudini linguistiche che correremmo il rischio di non carpire nella versione italiana. A questo punto, ad entrare in gioco sarebbero le nostre (più o meno sopite) abilità linguistiche: non è infatti importante cogliere ogni singola parola pronunciata (col rischio di rimanere incollati ai sottotitoli durante l’intera visione del film), quanto piuttosto afferrare il senso generale dei discorsi, e magari stupirci della ritrovata abilità nell’ aver compreso una determinata espressione idiomatica o il sarcasmo di una battuta.

È innegabile che le Smart tv e servizi di streaming on demand offrano una risposta immediata a queste esigenze, dandoci la possibilità di selezionare velocemente la visione in lingua e beneficiare dei sottotitoli (in italiano e non).

Ultimo, ma non meno importante, è l’immensa risorsa linguistica di cui potremmo dotare i bambini: le produzioni natalizie sono, in particolare, quelle che più si prestano alla visione condivisa in famiglia. E, tra le altre cose, è palese che il progressivo avvicinamento dei più piccoli ad una lingua straniera abbia risultati notevoli e importanti, in primis sulla resa fonica, scoraggiando dunque quel parlato maccheronico che, a tratti e con una punta di ironia, ci caratterizza come italiani.

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