Vacanze di Natale in Sicilia

di Redazione

E’ ufficialmente partita la rassegna di articoli “Palermo Prime”, volti alla celebrazione del Natale siciliano in ogni sua sfaccettatura. In questo pezzo, una serie di suggestive manifestazioni natalizie da porre all’attenzione di chi deciderà di trascorrere le sue vacanze sull’Isola (ma anche degli autoctoni che sconoscono alcune maliose tradizioni).

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Se un non-siciliano dovesse decidere dove trascorrere il Natale, probabilmente la Sicilia sarebbe il fanalino di coda della classifica delle mete “Top-Natale 2018”. Chi pensa al Natale, infatti, immagina il camino ardente, paesaggi innevati, mercatini natalizi, luci e freddo pungente. La Sicilia, invece, giustamente, prefigura l’estate, il mare e le alte temperature.

Eppure si tratta di uno scenario non proprio corretto e, nonostante la neve sia la rara eccezione riservata alle alte montagne, il Natale in Sicilia è ricco di sentite tradizioni sacre, profane e naturalmente gastronomiche.

Ogni luogo dell’Isola, secondo le proprie consuetudini, si veste di Natale con quello che può, e non per questo risulterà meno affascinante di un paese del Nord Europa. L’usanza del Presepe, ad esempio, molto sentita nel territorio, fa di molte città siciliane mete irrinunciabili per la moltitudine di varianti, forme, dimensioni e colori.

Chi non conosce Caltagirone, la capitale della ceramica siciliana? Caltagirone è la città dei mille Presepi; una tradizione (ormai forma d’arte) centenaria, che impegna gli artigiani calatini durante tutto l’anno. Proprio in questa città, si trova il presepe più grande d’Italia: oltre 400 mq di allestimento in stile siciliano con più di 300 personaggi in terracotta animata, montagne, ruscelli d’acqua e modeste abitazioni contadine.

Caltagirone

Sono da segnalare, inoltre: l’esposizione permanente “Presepi di tutto il mondo” di Bronte (CT), città famosa per il pistacchio;  l’esposizione dei 130 Presepi di Noto (SR), presso il Museo del Presepe nell’ex Collegio dei Gesuiti; le “Vie dei Presepi di Scicli (RG)”, un tour guidato tra i Presepi delle chiese e delle abitazioni private; le Natività in mostra nelle chiese, cortili e botteghe del centro storico dell’incantevole Erice (TP), che ospita il Regio Presepe Monumentale; i “Presepi sulle Madonie”, l’iniziativa volta alla valorizzazione delle opere degli “Artigiani del Presepe” di Blufi (artistico meccanico), Alimena, Bompietro, Madonnuzza, Locati, Polizzi Generosa, Petralia Sottana e Petralia Soprana (PA- eletto da poco “il Borgo dei Borghi 2019”) e ancora il “Presepe Galleggiante” sul lago di Ganzirri (ME); il “Presepe del Mare” nella chiesetta delle Anime del Purgatorio nell’isola di Lipari (ME).

Presepe sul Lago – Ganzirri

Alcune città siciliane, invece, si trasformano esse stesse in veri e propri presepi, qui gli abitanti, tra il suono delle zampogne e le Novene, inscenano gli antichi mestieri. Calascibetta (AG), ad esempio, o la splendida Custonaci (TP). “Custonaci Beith Lehem” è l’iniziativa che mette in scena un mese di magica atmosfera natalizia tra concerti, mostre, itinerari, culturali, gastronomia, intrattenimento e il suggestivo Presepe vivente nella Grotta Mangiapane di Scurati. E poi c’è il “Presepe Vivente Medievale” di Marineo (PA); il Presepe vivente di Ispica (RG), uno dei più visitati della Sicilia, allestito nei suggestivi tornanti della strada Barriera, il 23, 25, 26, 30 dicembre 2018 e 1, 6 gennaio 2019. A Vizzini (CT) torna il “Presepe Verghiano”, in una rappresentazione teatrale suggestiva, nel Teatro Cunziria, borgo antico divenuto celebre per il duello tra compare Alfio e Turiddu.

E a Capodanno? Non solo le grandi città, ma anche i piccoli centri faranno di questa notte una notte da ricordare. A Gratteri, la notte del 31 dicembre “A Vecchia” fa da protagonista. La manifestazione ha inizio intorno alle ore 20.30, al suono del corno e dei campanacci, quando la Vecchia, avvolta in un lenzuolo bianco e sul suo asino, inizia la discesa dalla grotta Grattara, accompagnata da un corteo di ragazzi muniti di torce e vestiti in abiti tradizionali. Intorno alle 21, la Vecchia, inizia ad incamminarsi per le caratteristiche vie del paese, distribuendo doni e dolciumi a tutti i bambini, poi conclude il suo percorso nella piazza principale in una grande festa con danze, giochi pirotecnici e degustazioni che durano tutta la notte e danno il benvenuto al nuovo anno.

Per l’Epifania, a Canicattì (AG) c’è la “Festa di li tri Re”, ovvero la rievocazione della visita dei Re Magi alla grotta di Betlemme. Molto suggestiva è anche l’Epifania di Bordonaro (ME) con l’annuale appuntamento con “U Pagghiaru” (capanna); una tradizione risalente all’XI secolo, probabilmente importata dai Padri Basiliani che portarono dall’Armenia l’uso di festeggiare il giorno del Battesimo del Signore con riti solenni celebrati sotto un grande albero a forma di capanna. “’U Pagghiaru” viene costruito con rami di corbezzolo, in siciliano “’mbriacheddi”, perché era usanza, un tempo, mangiarli in osteria bevendo il vino. La struttura viene addobbata con arance, limoni, mandarini, ciambelle di pane azzimo, tondini di cartone colorato e si colloca infine, alla sommità del Pagghiaru, una croce ricoperta d’arance, ciambelle e salsiccia: il palio della vittoria agognato da tutti gli scalatori. Quel giorno, dopo la Santa Messa, il parroco si avvia, seguito dalla folla di fedeli e dagli scalatori, verso la piazza dove è stato eretto “‘u Pagghiaru” che verrà benedetto. Successivamente i concorrenti, al segnale di partenza, iniziano ad arrampicarsi sull’intelaiatura oscillante, cercando di arrivare per primi in cima e conquistare il bottino. Il vincitore verrà acclamato e portato in trionfo, mentre tutti gli altri spogliano l’albero, lanciando sulla folla gli addobbi. La scalata al “Pagghiaru” si conclude con il tradizionale spettacolo del “cavadduzzu e l’omu sabbaggiu”, uno spettacolo pirotecnico che ha come protagonisti due uomini, questi ultimi sono situati dentro strutture di legno che rappresentano un animale ed un uomo selvaggio, in una sorta di lotta-pantomima con scoppi di petardi, mortaretti ed accensione di fiaccole.

‘U Pagghiaru

E per i più golosi? Tra le tante iniziative gastronomiche sparse in ogni angolo della Sicilia e per tutto il periodo delle festività natalizie, segnaliamo “Dolcemente Castelbuono”, manifestazione che avrà luogo il 15 e il 16 dicembre 2018. Un intero week dedicato alla degustazione di leccornie natalizie e di tantissimi prodotti dolciari immersi in un’atmosfera unica impreziosita dai mercatini di Natale sparsi per il bellissimo borgo dove il Natale è anche “U viaggiu Dulurusu” di Maria e del suo Sposo, una Novena in versi dialettali, scritta nel XVI secolo, che visita le chiese e le edicole votive di Castelbuono (16 / 24 dicembre).

 

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