Caro Babbo Natale… Quest’Anno, Per Le Vacanze, Vorrei Tornare In Sicilia

di Rossella Vasta

A Natale sono tutti più buoni tranne le compagnie aeree e in generale quelle dei trasporti! Per gioco, abbiamo effettuato alcune simulazioni all’interno di alcune delle maggiori piattaforme online deputate alla ricerca di voli e tariffe aeree … gli esiti sono impietosi e ci offrono uno scenario davvero scoraggiante, in particolare su quelle tratte che collegano la Sicilia al Nord Italia. Quali sono le alternative? Scopriamole insieme.

0 160

Anche quest’anno, come ogni anno, se decidi di tornare in Sicilia per trascorrere assieme ai tuoi cari le tanto desiderate festività natalizie, se malauguratamente dovessi partire in aereo da Milano o da Torino, per rientrare in Sicilia, bè preparati a dover pagare una somma base pari (al netto delle esagerazioni) alle tariffe delle tratte in direzione extra-Europa. E se le compagnie, low-cost, da sempre rappresentano una valida scappatoia per chi preferisce volare, considerando il livellamento dei prezzi cui devono necessariamente adeguarsi, anche questa soluzione risulta inavvicinabile.

La cosa paradossale, e per certi versi comica, è che sono gli stessi portali online a provare un certo imbarazzo nel comunicarti i prezzi risultanti dalla ricerche, tanto che a un certo punto sono proprio questi a consigliarti di partire in un’altra data, qualora volessi risparmiare qualche spicciolo. E se nel bene o nel male (più nel male che nel bene) un lavoratore potrà riuscire ad affrontare la spesa, magari rinunciando a qualche regalo o panettone in più, a perire più degli altri saranno sicuramente gli studenti e ancor di più le loro famiglie.

Dunque, se mantenere un figlio all’Università, per le famiglie del Sud, non è una spesa da poco e se ancora oggi, purtroppo, l’Università non riesce ad essere un onere economico alla portata di tutti, a maggior ragione per le famiglie a basso reddito, se questo figlio decide di studiare fuori dalla Sicilia, la situazione diventa ingestibile. Ai prezzi dei biglietti bisogna aggiungere, infatti, le numerose spese che quotidianamente un fuorisede affronta. Per questo, pur di non gravare ulteriormente sulle spalle dei genitori, non sono pochi i ragazzi che decidono di non tornare a casa, avvertendo sulla propria pelle quella terribile sensazione che questa terra, spesso, non solo li costringe a emigrare per mancanza di condizioni propizie, ma forse non vuole neanche il loro ritorno di tanto in tanto.

E cosa dire delle linee ferroviarie? La Sicilia ha sempre avuto un rapporto complesso con la ferrovia, tanto che le stesse tratte regionali diventano vere e proprie odissee per i viaggiatori. Sicuramente la causa di ciò è da attribuire alla complessa orografia dell’isola, ma è inutile negare che anche le innumerevoli promesse, mai mantenute, hanno contribuito a relegare la questione nei più reconditi archivi dei palazzi del potere. Se poi a tutto ciò si aggiunge la soluzione di continuità territoriale tra Sicilia e Italia, data dallo Stretto di Messina, il quadro diventa inesplicabile.

Eppur qualcosa si muove (finalmente!) e grazie ad un accordo siglato tra la Regione Sicilia e Trenitalia, la stessa Regione ha acquistato uno stock di 21 nuovi treni denominati Pop che, secondo quanto affermato da Trenitalia, saranno attivi entro settembre 2019; 7 entro il 2020 e gli ultimi 10 entro il 2021. Si tratta di mezzi di ultima generazione, ad alimentazione elettrica, quindi a minor impatto ambientale, che andranno a coprire le tratte regionali più lunghe (Palermo-Catania, Messina-Palermo, Messina-Siracusa). Altri interventi, si pensa entro la fine del 2019 e altri del 2020, sarebbero: la velocizzazione della Catania – Siracusa nel tratto Bicocca – Augusta; il raddoppio del passante ferroviario tra Palermo Centrale/Notarbartolo e Carini; la velocizzazione dell’itinerario Palermo – Catania – Messina; il collegamento ferroviario dell’aeroporto di Catania Fontanarossa; il ripristino della Palermo – Trapani via Milo e il raddoppio della Palermo – Messina nella tratta Ogliastrillo – Castelbuono.

E infine c’è FlixBus. Cos’è? Si tratta di una giovane start-up nata a Monaco, con l’obiettivo di dar vita a una grande rete di autobus intercity su tutta Europa, per consentire maggiori collegamenti ai viaggiatori che avranno accesso a un network di oltre duemila città in 28 Paesi europei. Diciassette nuovi punti si aggiungono alla mappa di FlixBus e sono tutti in Sicilia. Saranno tratte dirette o con cambi, che metteranno in collegamento circa 17 città siciliane con quelle già presenti nella rete Flixbus. Tra i vantaggi, che fanno il verso alle esose tariffe delle tratte aeree, ci sono i costi assolutamente competitivi: basteranno meno di 28 euro, ad esempio, per raggiungere Roma da Catania e ne basteranno circa 58 euro per raggiungere Milano partendo da Palermo. Tra le tratte che oltrepassano i confini della penisola: Lentini-Marsiglia (a 69 euro), Caltanissetta-Zagabria (73 euro) o ancora Enna-Munich (62 euro). Agrigento, Caltanissetta, Canicattì, Catania, Cefalù, Comiso, Enna, Lentini, Messina, Milazzo, Modica, Palermo, Patti, Ragusa, Santo Stefano di Camastra, Taormina e Termini Imerese, sono le città siciliane da cui già è possibile partire in FlixBus, prenotando i biglietti sul sito della compagnia.

Non resta altro che sperare che lo spirito natalizio prenda possesso dei vertici delle compagnie dei trasporti e politici, per un maggiore equilibrio sulla gestione dei prezzi, per delle tratte più agevoli, per consentire  a chi è stato costretto ad abbandonare la Sicilia di ricongiungersi alla famiglia nel periodo più suggestivo dell’anno. Per un siciliano il Natale è obbligatoriamente famiglia.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.