Smontiamo gli stereotipi su Milano e i milanesi

di Rossella Vasta

Vogliamo dire stop agli stupidi stereotipi su Milano e i suoi abitanti, in questo articolo si cercherà di smontarli (ATTENZIONE! abbiamo detto “si cercherà”… ).

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Se c’è una cosa assolutamente incontestabile su Milano, è che questa città è un’autentica meraviglia!

Milano è smart, è power, è green, è tutto molto figo/a, e su questo nessuno può mettere bocca. Questa città è un aggregato di bellezze artistiche, nella sensazionale diversità degli stili e in un’armonia d’insieme senza paragoni. Un caleidoscopio risultante anche dalle molte culture che qui hanno voluto lasciare un’impronta e di tutte quelle che attualmente la abitano: una città internazionale con un grande progetto di integrazione sicuramente all’avanguardia e da invidiare.

Insomma, Milano ce la mette tutta, e se proprio non riuscite ad integrarvi, quello è un problema solo ed esclusivamente vostro!

Ma allora basta con questi preconcetti, che non servono a nulla se non a demolire, probabilmente per rancore, l’immagine di questo mostro sacro di civiltà e modernità e a fare incazzare sti milanesi più di quanto già non lo siano per natura, o almeno questa è l’idea che si ha di loro.

A proposito di ciò, cerchiamo di sfatare immediatamente questo falso mito della cronica rabbia dei milanesi o quatomeno proviamo a darne una spiegazione! “I milanesi sono sempre incazzati”… Beh, non è che una volta giunti a Palermo, l’autoctono di turno verrà ad accoglierti travestito da Pollon, saltellando e cantando “sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria”! Non è vero che i milanesi sono tutti scortesi, poco socievoli e affatto cordiali; provate a recarvi in una qualsiasi attività commerciale, lasciate lì tutti i risparmi degli ultimi vostri 10 anni di lavoro e vedrete poi quanto vi vorranno bene! Che poi, se sono o sembrano particolarmente scontrosi, non è mica colpa loro, un motivo ci sarà e ve lo spieghiamo subito. Milano, essendo all’avanguardia su tutto, è fra le città con maggiore diffusione di illuminazione a led. Le lampadine a led emettono maggiori fasci di luce verde e azzurra, che hanno la nefasta conseguenza di determinare l’insorgere di disturbi del sonno e, di conseguenza, un leggero eccesso di collera nei confronti dell’universo. Insomma, un po’ come dei piccoli incredibili Hulk che, anziché nutrirsi di raggi gamma, si rimpinzano di luce a led. Se poi noi, a Palermo, funzioniamo ancora ad olio, di certo non è colpa dei milanesi.

Tutta questa energia è la causa di un’altra nota caratteristica del milanese medio, spesso criticata: “A milano sono tutti di corsa”, si è vero, sono talmente di corsa che ti chiedono di mantenere la destra anche sulle scale mobili, perché loro non possono lasciarsi trasportare, devono salire le scale mobili mentre queste stesse stanno salendo, sono troppo avanti… Noi del Sud non riusciremo mai a comprendere questa overdose adrenalinica, mattutina soprattutto, ma potremmo prenderne spunto… per sconfiggere l’obesità, ad esempio. Qui a Milano si corre talmente tanto, che l’obesità è stata debellata da tempo, Jill Couper è stata rimpatriata e i chirurghi estetici si sono buttati sugli animali. Quanta figaggine a Milano!

Cosa dire invece delle condizioni atmosferiche? Se c’è una cosa che i milanesi proprio non sopportano è sentirsi dire che a milano c’è sempre freddo, grigio, pioggia e nebbia. Sembrerà assurdo, ma i milanesi sono così evoluti da poter vivere anche senza il sole. Ora, non è che nelle altre città d’Italia la gente va in giro con l’ombrellone e non è che nei negozi trovi soltanto infradito e costumi da bagno… “Ma che freddo a Milano… ho dovuto rifare il guardaroba e comprare i maglioni pesanti!” Oh, Milano è la capitale mondiale della moda, ma se non ve lo rifate qui il guardaroba dove?

A Milano il sole c’è, 10 giorni all’anno, tra fine luglio e inizi di agosto, ma c’è, a loro basta e avanza e avranno pure il grigio, non avranno il sole, ma a Milano ci sono più pannelli solari che in Sicilia, questo è sicuro!

I grandi stereotipi sul milanese medio possono dirsi completi quando: “E ma a Milano avete tutte le vocali aperte… LA COTOLATTA, ma come parlate?”. Sì, perchè invece a PALARMO, siamo maestri di dizione! “A Milano si declina tutto in -ino/a: il risottino, il sushino, l’insalatina…”. Ora, a parte il fatto che 4 quattro foglie di lattuga non sono un’insalata e 4 chicchi di riso non fanno un risotto… a Milano si dice “cappuccio”, mica cappuccino… taaaaac!

“Che poi, avessi visto un milanese a Milano, sono tutti del Sud o stranieri”… Ma allora di cosa cribio stiamo parlando?

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