L’Italia, la moda e il “Resell”

di Giovanni Bonafede

Pochi giorni fa, un noto programma satirico di informazione, ha lanciato un “allarme” insito nel mondo dell’alta moda, suscitando un grosso dibattito con un famoso esperto di moda e youtuber che è Federico Barengo. Entriamo nel dettaglio di questo fenomeno chiamato “Resell”.

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Sappiamo tutti che l’Italia è una nazione cardine nel mondo della moda, possiamo vantare brand di lusso come: Gucci, Fendi, Versace ecc. Scopriamo cosa differenzia questi tipi di brand da quelli low cost, e perché hanno un costo così elevato.
Ci sono 3 punti fondamentali che spiegano i prezzi di questi brand:
1 L’alta qualità dei materiali e le lavorazioni particolari dei capi;
2 La tiratura molto limitata;
3 Le grandi richieste.
Questi elementi danno l’impronta al mercato e di conseguenza al prezzo. La qualità, come è ben risaputo, ha il suo costo, tuttavia le caratteristiche che modificano in maniera pregnante i prezzi sono la grande richiesta per le poche quantità. Ciò, come in molti altri mercati, comportala creazione di un “sottomercato”, chiamato appunto “Reselling” (Rivendita). Questo fenomeno consiste nell’acquisto di scarpe e capi, italiani e non, che vengono lanciati nel mercato mondiale in tiratura sempre limitata. Questa rivendita raggiunge prezzi che, in rari casi a dire il vero, superano anche 10 volte quello di acquisto iniziale, tutto questo dipende sempre dalla richiesta che ha l’indumento o la scarpa nel mercato. Tale nuovo fenomeno coinvolge una fascia di età che va dai 13 ai 35 anni circa e da un anno a questa parte sta spopolando anche qui in Italia.
Per fare un paio di esempi: è ben nota la collaborazione tra Nike e Off -White, con il main designer Virgil Abloh (fig.1), che ha selezionato 10 famose scarpe del brand sportivo statunitense, rivisitandole e rilanciandole nel mercato in varie colorazioni e in minime quantità. Ciò, come ci si aspetterebbe, ha creato un’altissima richiesta di pubblico. Un altro esempio lampante è Supreme, un marchio statunitense produttore di capi d’abbigliamento, oggetti di design e scarpe, che crea limitatissime collezioni in collaborazione con altre aziende, con prezzi di resell (Rivendita) che raggiungono anche 10.000€, come nella collaborazione col famoso brand francese Louis Vuitton (fig.2).
Fig.1
Fig.2
Oggi, in molti si pongono un importante quesito: tutto questo è sicuro? E soprattutto è legale? Domande che sorgono spontanee quando si parla di reselling sono, infatti, relative alla questione etica e se il mercato è regolamentato di conseguenza. Quando l’acquisto è diretto, da persona a persona, si auto-regola, e riceve un feedback immediato, che potrà poi essere condiviso e letto da altri potenziali clienti su vari gruppi, come su eBay ad esempio. Altre piattaforme, invece, presentano un intermediario, in questo caso il sito stesso, verifica l’originalità del prodotto e lo autentica, procedendo poi a retribuire il reseller e consegnando il prodotto all’acquirente. Esistono anche diverse app dedicate, che raccolgono i dati da diversi siti di streetwear e aiutano a fissare i prezzi sul mercato del reselling. Per quanto riguarda la questione legale, in linea generale, un’attività commerciale – come può essere la vendita di beni materiali (anche effettuata online via internet) – esercitata in maniera “occasionale”, non necessita dell’apertura di una partita IVA e non dovrà essere emessa fattura, dato che il venditore non possiede partita iva ma agisce in qualità di oggetto privato, pertanto si ritiene sia sufficiente il rilascio di una nota di debito o di una quietanza di pagamento.
Secondo il mio pare questa nuova tendenza è ancora poco conosciuta, chi parla di guadagni di ragazzi in migliaia di euro mente e lo fa probabilmente per ignoranza. Coloro che ne fanno un vero lavoro hanno dei veri e propri negozi e sono in pochissimi: determinati capi o scarpe limitate occupa molto tempo e a volte anche grosse fatiche.
E tu? cosa ne pensi di questo nuovo fenomeno in continua espansione?

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