“Laburisti per il Sud”. L’intervista al portavoce Antonio Dolce

di Rossella Vasta

Il medico palermitano Antonio Dolce è stato nominato portavoce della nuova associazione denominata “Laburisti per il Sud”. Oggi ha accettato di rispondere alle nostre domande, chiarendo la linea e le direttive del movimento.

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Delegazioni provenienti da diverse province siciliane si sono incontrate nei giorni scorsi ad Enna, nella sede di “Mondoperaio”, per dare vita ad una nuova associazione denominata “Laburisti per il Sud”.
L’associazione si propone di sensibilizzare la politica italiana, con specifico riferimento anche alla sinistra, ai governi, alla pubblica amministrazione ed ai ceti dirigenti in generale, verso le problematiche che riguardano la Sicilia ed il Mezzogiorno d’Italia.
Il medico palermitano Antonio Dolce è stato nominato portavoce della nuova associazione e oggi ha accettato di rispondere alle nostre domande, chiarendo la linea e le direttive del movimento.

Antonio, intanto dicci chi sei, raccontaci di te.

Certo! Sono un medico trentenne impegnato nell’assistenza sociale e opero soprattutto a Palermo, la città in cui vivo e sono nato. Lavoro da anni e con diversi gruppi associativi per creare reti sociali e sostenibili volte a riqualificare, anche attraverso la cultura e l’arte, la nostra tanto amata quanto martoriata città. Le iniziative che conduco hanno un filo conduttore comune di matrice sociale e di eguaglianza nei diritti.

Che cosa è “Laburisti per il Sud”?

È un’associazione politico-culturale fondata ad Enna lo scorso mercoledì, un’associazione di iniziativa e di cultura politica dalla parte del lavoro, al servizio di un progetto socialista per una sinistra di popolo.

Senza troppi giri di parole, la vostra è un’associazione che lavorerà per una politica più giusta? O è anche un movimento con interessi politici, pronto a diventare una realtà politica?

Inizialmente intendiamo lavorare su un piano prettamente culturale, organizzando seminari e corsi di formazione politica per i più giovani. Intendiamo trasmettere alle giovani generazioni valori di libertà e giustizia sociale, di democrazia, di solidarietà umana, che costituiscono l’impianto etico, politico e programmatico della Costituzione Italiana. In una fase successiva non è escluso a priori l’impegno attivo di singoli aderenti e dell’associazione stessa, anche se questo un domani si caratterizzi come un vero e proprio movimento politico. Di certo, già da questo momento, l’associazione si articola su base territoriale con circoli cittadini e circoscrizionali nelle città metropolitane. Il carattere capillare della nostra iniziativa ci permette sin d’ora di svolgere una forte opera di sensibilizzazione nei confronti dei governi e degli apparati pubblici, siano essi quelli centrali o territoriali.

Venerdì scorso si è conclusa l’ultima tappa di “Panorama D’Italia” con l’intervento del governatore della Regione Sicilia. Hai avuto modo di ascoltare il suo intervento? In particolare, nel vostro “manifesto” si parla di giustizia sociale e dignità del lavoro. Sono temi che Musumeci ha affrontato, rivolgendosi a un governo nazionale che promuove il reddito di cittadinanza. Musumeci ritiene che questa sia una soluzione poco adeguata e che sia un fatto morale – primache giuridico o sociale – mettere i giovani nelle condizioni di lavorare. Secondo il Presidente la pratica promossa dal governo potrebbe indurre i giovani alla rassegnazione, mentre occorrerebbe educarli a una vita difficile. Per Musumeci occorre che i ragazzi abbiano la pazienza di attendere e comprendano la necessità di accontentarsi, adesso, di un lavoro poco gratificante magari, per un futuro migliore domani. Cosa ne pensate a riguardo?

Si l’ho ascoltato. Non voglio controbattere al Presidente Musumeci e ho il massimo rispetto per la carica che ricopre. Politicamente però sia chiaro: siamo incompatibili con le destre al governo. Noi pensiamo che ancora oggi, sul piano nazionale, il nostro modello di democrazia è parzialmente incompiuto. È, infatti, tramite la piena attuazione dei valori, dei principi e dei dettami della nostra Costituzione repubblicana, che si potrà completare appieno un modello sostenibile di welfare. Ciò comporta il ripudio di ogni deriva nazionalista, isolazionista e xenofoba. E in Sicilia, inoltre, è necessario riattivare le funzioni essenziali dell’Autonomia regionale. Lo sviluppo economico e sociale della Sicilia e del Mezzogiorno d’Italia è perno fondamentale di contesti più ampi quali quello Italiano, Europeo ed Euro Mediterraneo. Questo governo regionale, a nostro parere, ancora oggi – dopo quasi un anno di attività esecutiva – non sta operando in tal senso o non riesce a farlo. Per questo certe dichiarazioni rischiano di apparire sterili proclami di chi governa ma non opera. Guardate, accontentarsi di un oggi a dir poco desolante sarebbe drammatico e sicuramente infruttuoso. La soluzione reale in Sicilia per i più è scappar via, questo è drammatico! Giovani talentuosi e formati costretti ancora oggi ad emigrare per trovare fuori almeno un livello minimo di sussistenza che qui, per i più, ad oggi non c’è ancora. Noi siamo invece per un altro modello di diritti e garanzie lavorative e per iniziative a partenza dal basso, magari condotte da tanti giovani siciliani valorosi e volenterosi, che cooperano per creare, a loro stessi e alla realtà in cui vivono, maggiori opportunità delle attuali. Non avalleremo mai uno scenario che li veda appiattiti in lavori di cui accontentarsi, senza garanzie e sottopagati. Così si andrebbe solo verso ciò che già osserviamo: la desertificazione sia dei luoghi fisici che delle coscienze migliori.

Lo stesso Presidente ha dichiarato di aver adottato una politica che non lavorerà per l’immediato e l’ordinario, ma che si proietta al futuro, per una Regione che possa diventare “normale”. In questo senso, qual è la vostra opinione a riguardo? Nel vostro manifesto parlate di “urgenze” in Sicilia e in tutto il Mezzogiorno, dunque bisognerà agire nell’immediato e non in prospettiva?

In questo non possiamo dargli torto! In Sicilia manca una seria programmazione da troppo tempo e la Regione si trova troppo spesso costretta a fronteggiare continue emergenze. Questa può essere una delle chiavi di lettura del perché, dopo un decennio, che ha visto cd. tecnici in molti ruoli assessoriali nominati dai 2 governi precedenti, per logiche ai più oscure, un governo politico come l’attuale e con politici di lungo corso, che detengono deleghe-chiave, non riesca ancora ad oggi ad organizzare seriamente l’agenda dei lavori per tanti, troppi temi irrisolti. E credetemi mai come adesso dovranno correre! Quanto meno per spendere e non perdere svariate centinaia di milioni di euro di fondi comunitari entro l’anno. Come sempre “la corsa”, tanto cara alle nostre classi politiche e dirigenti isolane, dell’ultimo minuto se non dei “tempi di recupero”. Riguardo la nostra associazione siamo una start-up che si è già dotata di un programma e di obiettivi da raggiungere nell’immediato – ad es. l’azione di “pungolo” costante nei confronti delle amministrazioni sia periferiche che centrali – e nel medio termine – ad es. un rilevante allargamento numerico della base democratica assembleare degli aderenti all’associazione. La vera urgenza in Sicilia e nel Mezzogiorno d’Italia è quella di ridurre le distanze che separano le nostre regioni meridionali dal resto del Paese. Il meridione resta indietro e il Paese Italia nella sua interezza si allontana così sempre di più dagli standards europei.

Nelle prossime settimane saranno illustrati i punti del vostro programma, ce ne vuoi anticipare qualcuno? Avete già fissato un prossimo incontro?

I temi cardine li abbiamo già trattati: giustizia sociale ed eguaglianza di diritti sono le linee vettrici del nostro agire associativo. Per percorrerle e ridare dignità ad ognuno di noi sarà necessario modificare profondamente le pratiche economiche del neoliberismo e della degenerazione finanziaria del capitalismo, che negli ultimi anni hanno permesso ad elites autoreferenziali di governarci a nostra insaputa. Siamo pronti pertanto a dialogare con altre associazioni che in Italia e all’estero stanno agendo su temi analoghi ai nostri. Venerdì 26 Ottobre pv presenteremo pubblicamente l’associazione e il nostro programma, siete tutti invitati a partecipare.

Grazie Antonio!

Grazie di cuore a voi per averci ospitato sul vostro magazine. Lo seguiamo con vero piacere da tempo, iniziativa giovane e innovativa che merita tanti complimenti sinceri.

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