Palermo “exciting, safe and not expensive”. Quanto sono felici i palermitani di Palermo?

di Rossella Vasta

Ce lo dice una mappa psicolinguistica, disegnata sulla base delle risposte di un campione di palermitani. Un nuovo approccio di ricerca legato al “marketing emozionale”, con risultati inattesi. Scopriamoli insieme.

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È stata presentata ieri, presso la prestigiosa sede dell’Università Telematica Pegaso di Palermo, nell’ambito dell’evento Panorama d’Italia, la ricerca “Palermo, una città allo specchio”, realizzata da Inthera (la società di content e data marketing del gruppo Mondadori ). Pamela Saio e il direttore di Panorama, Raffaele Leone, hanno elicitato i risultati di una mappa psicolinguistica, disegnata sulla base delle risposte di un campione di palermitani. L’argomento era: lavoro, aspettative e valori. Si tratta di un nuovo approccio di ricerca legato al “marketing emozionale”, i  risultati sono stati esposti al Sindaco Leoluca Orlando con il quale si è aperto un interessante dibattito.

Più nel dettaglio, secondo i risultati della ricerca, il 69% degli abitanti di Palermo ha fatto riferimento a termini euforici quali “serenità”, “felicità” ed “euforia”, contro il 31% che ha fatto invece menzione di termini quali “depressione”, “pathos” e “aggressività”. Un atteggiamento in generale euforico, quindi, in controtendenza rispetto alla media nazionale; a Roma, ad esempio, i termini negativi e quelli positivi hanno registrato un 50 e 50. I palermitani tendono a valutare il contesto generale più positivamente rispetto all’italiano medio, ciò si riscontra soprattutto in tema di sicurezza e immigrazione.

Nonostante ciò, il futuro desta ancora molta preoccupazione, soprattutto nei riguardi dei propri figli; ben il 74% pensa che nella società in cui viviamo è impossibile fare progetti a lungo termine, ma questa è una preoccupazione diffusa un po’ in tutta Italia. La soddisfazione economica è quella che turba maggiormente la popolazione palermitana: il 39% non è soddisfatto dei propri risparmi (in Italia la media è del 26%) e il 28% trova inadeguato il proprio reddito familiare (contro il 17% dell’Italia).

Altra nota dolente è quella che riguarda la tematica ambientale. Il 72% dei palermitani si ritiene insoddisfatto della pulizia delle strade (contro il 31% nazionale), ma i palermitani sono sinceri e non riescono a non ammettere di essere, essi stessi, poco attenti alla salvaguardia dell’ambiente.

Quanto ai consumi, in cima alle preferenze dei palermitani troviamo naturalmente il food, cresce inoltre il peso attribuito a cultura, tecnologia e internet.

Infine, per quanto riguarda la politica nazionale, 7 palermitani su 10 valutano in maniera negativa il quadro politico italiano.

Il sindaco si ritiene mediamente soddisfatto dei risultati della survey e definisce Palermo come una società “exciting, safe and not expensive”. Exciting, eccitante, in relazione alla sua bellezza; safe perché è sicura, “in quanto a sicurezza Palermo è tra le migliori città d’Europa”, afferma Orlando,  e a renderla tale sono gli stessi immigrati, perché la proteggono, “mi avvisano quando avvertono che qualcosa non va”. E poi Palermo è not expensive, perché ancora resiste come città non cara e con un ottimo rapporto qualità prezzo, rispetto ad altre realtà. Tuttavia, il Orlando non si nasconde dietro a un dito e senza remore, ammette e denuncia un’ancora attualissima crisi economica. Secondo il primo cittadino, Palermo ha un problema esclusivamente economico, ma è anche una città che sta modificando la sua economia, puntando sul turismo, “Palermo è la quinta città turistica d’Italia”. “Capitale della Cultura e delle culture”, con gli occhi del sindaco questa è una città biodiversa per scelta, per cultura e per accoglienza: “…chi vive a Palermo, senza mezzi termini, è Palermitano”. Palermo è cambiata e per ottenere questo suo cambiamento ci ha messo 40 anni, “ma i populisti non lo ammetteranno mai”, dice Orlando. “Il populista è colui che non ha rispetto del tempo, è chi vuole tutto subito, senza dibattito né contrasti”.

Palermo viene poi descritta facendo ricorso alla metafora del vino siciliano. Il vino siciliano 40 anni fa era imbevibile, oggi siamo produttori di qualità, “Palermo e il vino sono due storie parallele”, conclude Orlando.

Palermo è la città europea più cambiata negli ultimi 40 anni, perché mentre le altre città sono cambiate per effetto del cambiamento di condizioni politiche e istituzionali, Palermo è cambiata da sola, culturalmente. Di certo la mafia esiste ancora, “ma è altrettanto certo che essa non governa”, dice il Sindaco, “I ciechi sono stati costretti a vedere, i muti a parlare, i sordi a sentire… Palermo deve dire grazie alla Mafia, così come i tedeschi devono dire grazie al nazionalsocialismo e il mondo islamico a Osama Bin Laden e allo Stato Islamico. I tedeschi di oggi avendo fatto i conti con le nefandezze della loro perversione identitaria, sono migliori e più attenti dei tedeschi di ieri, dei tedeschi prima dell’avvento di Adolf Hitler”.

Parole che pesano come macigni sulla testa di tutti i popoli citati, ma che in effetti fanno riflettere.

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