Festival delle Filosofie e Palermo: Sold out nel primo fine settimana

di Carlo Baiamonte

Intervista a Lorenzo Palumbo, Direttore del Festival delle Filosofie di Palermo – Pensare la società globale è il titolo che farà da filo conduttore agli incontri che si svolgeranno nel corso del mese!

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La prima edizione del Festival delle Filosofie”, organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Lympha con il patrocinio del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo ha riscosso nel primo fine settimana del 6 Ottobre un buon successo di pubblico.
Il Festival è un appuntamento ormai canonico che nelle edizioni di Modena, Carpi e Sassuolo ha raccolto in oltre quindici anni quasi 200.000 presenze. Pensare la società globale è il titolo che farà da filo conduttore agli incontri che si svolgeranno nel corso del mese e che consentiranno anche la  fruizione di luoghi straordinari come il Conservatorio Alessandro Scarlatti (ex Bellini), l’Orto BotanicoPalazzo Butera, il sagrato della Cattedrale, la sagrestia di San Domenico, il museo Salinas.

In questa prima edizione a Palermo si propone al pubblico un approccio plurale e divulgativo alle filosofie in modo da promuovere la cultura filosofica e la trasversalità di questa disciplina, un sapere capace di gettare uno sguardo complessivo sul nostro presente per ritrovare una unità temporale, laddove tutto si presenta frammentato e difficile da decifrare, sia in termini di disagio culturale che di crisi del senso complessivo della nostra esistenza. La filosofia, in una città come Palermo, crocevia delle culture, ospitale e accogliente, viva e attiva, con il Festival si pone al servizio del mondo globalizzato per ridiscutere concetti come identità, diritti, differenze.

Il Festival delle Filosofie, i cui incontri sono aperti al pubblico, è inserito fra gli eventi finanziati da Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e gode del supporto del Comune di Palermo, di GNV, dell’Università degli Studi di Palermo e della Federazione Italiana Club per l’Unesco.

Per approfondire i temi della kermesse Carlo Baiamonte ha intervistato Lorenzo Palumbo, Direttore del Festival delle Filosofie di Palermo

Il festival delle filosofie oggi, un contesto in cui fatichiamo a ritrovare un senso di cittadinanza. Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a organizzare l ‘evento?

Volevamo fare un regalo a questa bellissima città che sta raccogliendo sfide politiche e sociali di grande portata storica, una città che si sta impegnando a fondo in un cambiamento epocale che la vede ai primi posti in Italia per presenze turistiche, una città che cerca faticosamente di liberarsi dall’appellativo di capitale della mafia. Abbiamo pensato che questa rinascita economica e culturale andava messa anche sotto le insegne di Minerva, ritenendo che  le sfide si possano fronteggiare non solo attraverso un miglioramento delle condizioni economiche e sociali delle persone, ma anche e soprattutto attraverso una crescita culturale dei cittadini. Non devono mancare le opportunità di sviluppo della città e quindi le occasioni di generazione di reddito per operatori economici e per gli investitori, ma è impossibile valutare la crescita della città senza pensare alle opportunità di elevazione culturale valoriale dei singoli cittadini. In questa città c’è ancora molta prepotenza e livelli di inciviltà scoraggianti. Abbiamo il dovere di fare qualcosa per aiutare il cambiamento in atto. Non escluderei di poter fare dei seminari di etica pubblica in collaborazione con l’amministrazione comunale per accrescere il senso di appartenenza alla comunità e il rispetto dei beni pubblici.

La filosofia può diventare un sapere diffuso? Come?

A parte qualche esempio, la filosofia a Palermo come in molte altre parti, è considerata come un tempio di marmo che luccica sulla collina. Qualcosa che puoi solo ammirare nel suo splendore, ma non si può toccare con mano. La filosofia, invece, deve diventare un sapere alla portata di ciascuno come una bicicletta. Un mezzo popolare di locomozione mentale per mezzo del quale puoi andare dove vuoi, fregandotene delle ZTL scientifiche, religiose, politiche ed economiche. Un mezzo popolare a disposizione di chiunque voglia capire il mondo in cui vive pedalando, ovvero cercando argomenti convincenti alle domande dell’esistenza con la propria testa, ma senza disdegnare quello che hanno pensato i giganti del passato. Come? Abbandonando i nostri accampamenti scolastici e universitari e mettendoci intorno ad un tavolo per programmare incontri, dibattiti e simposi di ogni genere rispettando alcune regole di base: tolleranza, rispetto, argomentazione, chiarezza espositiva. C’è un bisogno in città di parole sagge e libere che ho potuto rilevare nelle due rassegne di filosofia che ho curato quest’anno. C’è un bisogno di uscire dalla routine dei “quotidiani inferni” e andare in un posto dove si parla liberamente e non c’è il rischio che qualcuno cerchi di venderti qualcosa o ti chieda il voto, oppure ti chieda favori o ti dia degli ordini, o semplicemente ti rammenti che ancora devi fare la spesa.

Che cosa sta succedendo nel web che ci riguarda?

Dal dialogo nell’era digitale alla postverità. La filosofia: dal problema dell’insegnamento della filosofia ai bambini al rapporto tra filosofia, democrazia e politica.  La questione economica: dal rapporto tra mezzi e fini in economia alla finanza etica. La bellezza di prossimità: seminario sull’estetica del quotidiano. Una domanda semplice: a chi vogliamo affidarci? Chi merita la nostra fiducia? La parresìa è ancora un valore? E poi il tema delle nuove migrazioni e infine nuove domande su che cosa intendiamo quando diciamo: vivere bene.

Nel primo fine settimana del vostro ricco calendario quale risposta a Palermo?

Le prime due giornate sono state prese d’assalto dai palermitani tanto che 40 persone sono rimaste fuori per esaurimento dei posti, anche in piedi. Ci siamo concentrati soprattutto su questioni dedicate alla rivoluzione digitale con gli interventi  di  Davide Sisto, Piero Dominici, Annamaria Lo Russo e Salvo vaccaro. Nessuno poteva immaginare una risposta della città così netta e inequivocabile.

Lo riproporrete? 

Dipenderà dalla risposta del pubblico nelle future sessioni e dalle risorse che riusciremo a mettere in campo. Se faremo un festival di qualità, anche gli sponsor e gli altri partner saranno più motivati a investire risorse l’anno prossimo. Speriamo che arrivino anche le case editrici che quest’anno, di fatto, sono scomparse dai radar. Dipenderà anche da quante persone di buona volontà riusciremo a cooptare con l’associazione Lympha che in questa prova del festival ha dimostrato di avere capacità progettuali, operative e relazionali di assoluto valore.

Vai al Programma del festival:  https://www.efilosofie.it/programma-festival-filosofie-palermo/

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