Con il Clima, Anche Le Colture Siciliane Diventano Tropicali

di Rossella Vasta

Il rialzo termico in Sicilia porta con sè la buona riuscita di coltivazioni tropicali, tanto che alcuni agricoltori siciliani (PURTROPPO), per questioni di maggiore convenienza, stanno scegliendo di convertire i propri terreni. Vediamo di cosa si tratta.

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L’avocado è una coltura tropicale che trova le sue origini nell’America Centro Meridionale, vanta circa 5000 anni di storia, si pensa infatti venisse utilizzato già dagli atzechi, che ne apprezzavano le doti afrodisiache. Il frutto è diventato famoso in Europa grazie alla famosa salsa chiamata Guacamole, entrata ormai a pieno titolo nei menù delle nostre cucine. Il primo Paese europeo per produzione di avocado è la Spagna; furono infatti i conquistadores a portare il frutto dal Centro America in Europa. L’area spagnola dove si concentra maggiormente, ancora oggi, la produzione di avocado è quella andalusa di Malaga, tuttavia negli ultimi anni si riscontra come anche la Sicilia sia divenuta un buon “terreno fertile”. Per via dell’andamento tropico del nostro clima,  infatti, soprattutto nei terreni etnei, dotati dell’ottimale predisposizione vulcanica, si riscontra una varietà di altissima qualità: un avocado cremoso e compatto scelto, per le sue qualità, da Paesi come Francia, Polonia, Svizzera e Belgio che, data la vicinanza, godono anche di un più facile approvvigionamento.

A detta dell’Associazione dei produttori di avocado in Sicilia, la richiesta nell’Isola, soprattutto dopo il boom del vegan, è molto alta e continuerà a crescere ma, nonostante siano parecchi i contadini che hanno scelto di convertire i propri terreni alla produzione del frutto tropicale, quest’ultima risulta ancora insufficiente.

Coltivare l’avocado in Sicilia è relativamente semplice, gli elementi indispensabili sono un terreno vulcanico e la purezza dell’ecqua di irrigazione. Tuttavia, si possono ottenere buoni impianti anche con altri tipi di terreni a medio impasto, con un ph di 6 o 7.5, e non superiore a 8, mentre la necessità di acqua è pari a quella di un agrumeto.
In aumento, in Sicilia, sono in realtà tutte le coltivazioni di frutta esotica, un altro esempio è il mango. Entrambe le colture hanno l’altra importante caratteristica di avere un prezzo che soddisfa, purtroppo più degli agrumi, la fatica della produzione. Per fare un esempio: 1 kg di mango ha un costo di 1 euro e 80 centesimi a fronte dei 40 centesimi di un kg di limoni.
E cosa dire delle proprietà nutritive di questi due frutti? Un vero toccasana per la salute fisica e mentale! L’avocado contiene grassi insaturi, acido grasso linoleico e omega 3, ottimi alleati per la battaglia contro il colesterolo. Il frutto è molto apprezzato dai vegani poichè favorisce un ottimo apporto proteico e vitamina A ed E, inoltre, grazie alla sua consistenza burrosa, è un ottimo sostituto del burro in tutte le preparazioni. L’avocado è anche ricco di fibre, sali minerali e acido folico, indicato per le donne in stato di gravidanza. Ma non è tutto oro quel che luccica… questo frutto, infatti, è altamente calorico, quindi poco indicato per chi vuol mantere la linea (100 gr di prodotto hanno un apporto calorico di circa 230 Kcal). Al contrario il mango, nonostante la sua dolcezza, è un perfetto alleato della dieta, poichè ha la funzione di inibire le cellule adipose e di bruciare i grassi. Il mango viene definito, altresì, come un vero e proprio antistanchezza naturale, poichè contiene vitamina A, potassio, calcio e magnesio in dosi molto elevate. Come l’avocado, anche il mango è una vera macchina da guerra contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.
LA COLTIVAZIONE DEL SEME DI AVOCADO
Ho provato personalmente a coltivare l’avocado e devo ammettere che non è poi così complicato.  Semplicemente, occorre prelevare il seme da un avocado maturo (più maturo è l’avocado, maggiori sono le probabilità che il seme germini), esso non deve essere piantato direttamente nel terreno ma va messo in acqua fino a quando radici e fusto non sono sviluppati a sufficienza per sostenere la pianta. Per sospendere il seme in acqua, ho infilzato i suoi lati con dei bastoncini da posizionare sui bordi del mio contenitore, in modo tale che la parte inferiore del seme risulti immerso nell’acqua e la parte superiore (quella leggermente appuntita per intenderci) fuori. Successivamente, ho posizionato il contenitore vicino a una finestra, facendo in modo che la luce del sole potesse colpirlo in maniera occasionale e mai diretta: nel giro di poche settimane sono emerse dal seme le prime radici. Adesso sulla sua cima, come noterete in foto, c’è già un gambo abbastanza lungo, che  dovrei nuovamente potare e ridurre a circa 3 cm di altezza. Questo dovrebbe portare allo sviluppo di nuove radici e fare in modo che lo stelo diventi un albero più grande e forte.
Quando le radici della pianta saranno spesse e sviluppate e il suo stelo avrà nuove foglie, potrò trasferirla in un vaso di 25/30 cm di diametro, avendo cura di rimuovere i legnetti e di posizionare le radici verso il basso. Il terreno dovrà essere ricco di sostanza organica e con un buon drenaggio, il seme non dovrà essere completamente interrato, ma dovrà avere la metà superiore esposta.
Coltivare un albero di avocado da un seme non necessariamente ne garantisce i frutti, alcuni alberi impiegano anni per iniziare a produrli, altri ancora non ne faranno mai. Per accelerare questo processo, di solito, si utilizza la tecnica usata dai coltivatori professionisti: l’innesto. Credo che per quest’ultimo passaggio mi affiderò proprio a uno di loro.
SEME DI AVOCADO
PIANTINA DI AVOCADO DOPO UN MESE

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