“’A Cursa”, la Targa Florio … e adesso? Cosa è rimasto della storica gara?

di Eugenio Lembo

Lo sfogo di un grande appassionato e concorrente dell’antica gara, che rischia di perdere e dimenticare la sua storia.
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“Mortificare una dinastia ed un territorio

Ricordi infranti di quanti come me hanno strappato quell’asfalto da concorrente!

Sembrerebbe impossibile ed invece possibile fu”.

Eugenio Lembo, autore dell’articolo

 

Da sempre la targa Florio è legata al famigerato circuito che vide, sin dagli albori, i bolidi sculettare nelle strade delle Madonie. “A Cursa” è stata voluta, creata e finanziata da Vincenzo Florio ed è stata attiva dal 1906 fino al 1977, anno in cui un grave incidente pose fine a questo ciclo. A partire dal 1978 la gara si trasforma in Rally e denominata “Rally Targa Florio”, organizzato dall’Automobile Club di Palermo (ACI), che lavora in collaborazione con il Distretto Turistico Targa Florio, di recente istituito.

La Targa Florio è un appuntamento immancabile, il suo fascino unico, le insidie delle strade, il calore del pubblico, sono elementi irrinunciabili per le case automobilistiche, ma soprattutto per i piloti e per i numerosi appassionati che negli anni hanno invaso le strade strette e tortuose che percorrono la catena montuosa delle Madonie. Numerosi sono, o forse sarebbe meglio dire ERANO i paesi coinvolti: Campofelice di Roccella, Cerda, Caltavuturo, Scillato, Polizzi Generosa, Castellana, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci, Castelbuono, Isnello, Collesano.

Si penserebbe che la corsa più antica del mondo, quella che ogni anno veniva seguita da appassionati di tutto il mondo , che attraeva ed  incuriosiva anche i media di tutto il globo , mai sarebbe potuta divenire “capriccio di un singolo”.

Ebbene sì, invece: non si comprende bene il motivo per cui, da qualche anno oramai, il presidente Aci Palermo,  presenta una Targa Florio con tappe che vedono interessati  percorsi  di gara nelle città di Trabia, Altavilla Milicia, e in ogni dove, eccetto che nelle Madonie, in particolare, Campofelice di Roccella e Collesano che rappresentano la storia della Targa. Dal 4 al 7 ottobre torna la Targa Florio Classica ma ancora una volta Campofelice e le nostre Madonie vengono escluse.

È ovvio e lecito che un singolo abbia la libertà di gestire la manifestazione come meglio crede, alle spalle di un popolo appassionato,  la storia, la nostra storia (per intenderci quella del secolo scorso), è ricca di esempi che ce ne danno contezza. Tuttavia, dal momento che si tende ad escludere che per la Targa Florio dovranno essere gli americani a ripristinare le cose , non si capisce perché, pur con l’intervento dei Sindaci Madoniti, con l’interessamento (almeno apparente) del Presidente della Regione e della politica, non si riesca a ridare lustro e giustizia ad una plastica evidenza, che tradisce e mortifica un territorio.

Sarebbe facile inveire contro questo o quello,  addossando le colpe al menefreghismo dei sindaci o ad altro, ma purtroppo così non è,  perché ciascuno fa e ha fatto la propria parte, con tutti i limiti di un potere di mera rappresentanza,  non riuscendo, ad oggi, ad ottenere dei risultati concreti, se non aspettative e progetti prossimi, risultati di riunioni politiche, che ahimè lasciano il tempo che trovano.

Di certo non possiamo rassegnarci al fatto che tutto va così, pur sapendo che così non va.

L’auspicio, tuttavia, è quello che alla fin, prima o poi, prevalga il buon senso, e Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno di buon senso di questi tempi…

Il  recupero delle tradizioni del passato, di tutti quei pezzi di storia e di cultura che hanno fatto grande questa parte, spesso dimenticata, della Sicilia è una priorità.

A tal proposito è stato costituito un comitato “Pro Targa Madonie” che si prefigge l’obbiettivo di “restituire la Targa” ai paesi che ne hanno fatto la storia.

La Targa Florio è un evento rallystico conosciuto in tutto il mondo, un patrimonio culturale che non può andare perduto. Come diceva il fondatore Vincenzo Florio, ” continuate la mia opera, perché l’ho creata per sfidare il tempo”.

 

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