La Famiglia del Sud: la loro musica racconta una bellissima Palermo

di Matilde Caruso foto di Aurora Coppolino

L’intervista alla Famiglia del Sud che ci fa rivivere la bellezza della musica reggae e di Piazza Garraffello!

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In memoria di Piazza Garraffello, un tempo ambita dagli artisti della scena reggae nazionale, Palermo Prime ha deciso di intervistare la Famiglia del Sud per rivivere per un attimo i ricordi più belli di tutti quei palermitani che circa 10 anni fa trascorrevano le loro serate in uno spazio altamente identitario che portava avanti tutti quei ideali come l’unione sociale, l’amore, il divertimento e la pace tra le culture.

Come è nata la famiglia del Sud? 

Risposta di Sista Tita

Non sappiamo esattamente quando sia nata la Famiglia del Sud, di certo c’è che da quando eravamo bambini! A quell’epoca ci piaceva giocare davanti la telecamera di nostro padre – di cui Francesco stesso faceva da regista – come se ci esibissimo per un grande pubblico. Durante l’adolescenza mentre Tita iniziava a giocare con la sua voce, Francesco si avvicinava sempre di più al reggae/ragga. Inizialmente Tita era una semplice corista e Francesco già da tempo aveva iniziato il suo percorso nella musica, così dopo grande insistenza di Sisé, Tita scrisse la sua prima canzone, proprio la nostra canzone porta fortuna: “Va tutto bene”. Possiamo dire che cantiamo insieme da 18anni, ma ufficialmente la Famiglia del Sud ha circa 10anni con l’uscita del nostro primo singolo Sisé Kolombalì & Sista Tita.

Risposta di Sisé Kolombalì

Condivido con quanto detto da Marghi anche se secondo i miei ricordi la Famiglia del Sud è nata nel 2006 in occasione della manifestazione interculturale il cui nome era “Sconfinare” che ha avuto luogo nel patio della Biblioteca Comunale di Casa Professa. Nostro padre si occupava della grafica e ci propose alla direzione artistica. In quell’occasione con molta rapidità pensammo che ci potevamo chiamare Famiglia del Sud.

 Sono passati quasi dieci anni dall’uscita del pezzo Va tutto bene che ancora viene canticchiato e ballato alle dancehall. Come è uscito fuori questo pezzo e soprattutto eravate certi del successo che avrebbe avuto? 

Risposta di Sisé Kolombalì

Sinceramente non sappiamo se la canzone Va tutto bene sia  ancora inserita nelle selezioni delle dancehall quello che sappiamo è che a distanza di 10anni Va tutto bene sta riconquistando nuovi cuori e viene ancora canticchiata. Questo ci riempie di gioia. L’abbiamo scritta in un momento critico per entrambi, nacque guardando lo splendido panorama della Valle D’Itria, in Puglia, mentre eravamo ospiti in un meraviglioso trullo.  Un luogo magico che ci diede la giusta ispirazione per creare una canzone che ci poteva trasmettesse un po’ di serenità in un momento difficile. Non avevamo idea del successo che avrebbe avuto, ma forse averla scritta con il cuore ci ha permesso di arrivare a più persone di quanto pensassimo. Il successo della canzone è stato inaspettato come inaspettata è stata la proposta del gruppo comico I soldi spicci. Quando Claudio ed Anna ci hanno mostrato il trailer di “Una fuitina sbagliata”- il loro primo film – e ci hanno detto che la canzone sarebbe stata inserita anche nella colonna sonora, a quel punto, sono scoppiati abbracci, lacrime ed emozioni da pelle d’oca. Approfittiamo di questa intervista per ringraziarli ancora una volta per averci fatto entrare nel loro mondo. Insomma ci vediamo l’11 ottobre al cinema per l’uscita del film!

La vostra musica racconta una Sicilia multietnica e multiculturale, oggi quello che si può definire il fondamentalismo razzista italiano ha influenzato secondo voi la Sicilia ed in particolare Palermo?

Risposta di Sisé Kolombalì

Elogiamo l’interculturalità in ogni modo possibile e cerchiamo di diffondere una coscienza antirazzista. La Sicilia oggi è nuovamente culla di culture diverse e quello che facciamo è raccontare a modo nostro alcuni aspetti legati all’interculturalità. Purtroppo la paura dello straniero anche in Sicilia è sempre più presente e questo probabilmente accade anche a causa della politica xenfoba dell’attuale governo. Ciò è anche uno dei motivi per cui il popolo siciliano si trova ad odiare gli oppressi e ad elogiare gli oppressori.  In Sicilia i razzisti purtroppo ci sono sempre stati, molti camminavano a volto scoperto e altri si nascondevano. Oggi tutti questi personaggi incoraggiati da leader razzista, trovano spazio nei social network, negli ambienti di lavoro, nei luoghi per lo svago e della formazione creando un pensiero unico. C’è da augurarsi che a Palermo ci sia sempre un Sindaco innamorato di una Palermo interculturale.

Un tempo si ballava in Piazza Garraffello – quartiere Vuccira – in quella piazza che per noi era il simbolo della musica reggae. Che cosa è cambiato a livello musicale e sociale in quello che per molti era un vero e proprio stile di vita? 

Risposta Sista Tita

Si, è cambiato qualcosa in Vucciria. Prima si ascoltava reggae roots/dancehall oggi invece la reggae music si focalizza su tematiche sempre più sessiste ed omofobe. Inizialmente Piazza Garraffello era un luogo di ritrovo per gente abbastanza tranquilla che amava ballare al suono in levare per tutta la notte, senza droghe pesanti, anche sotto il diluvio universale, con la buona compagnia di amici che in alcuni casi tenevano alla larga gli intrusi che ogni tanto diventavano insistenti con le ragazze che ballavano. Il sabato si ballava, la domenica si vedeva un bel film, tutti intorno alla fontana ed anche infreddoliti l’inverno stavamo lí. In questo luogo sono nate le amicizie più belle, i grandi amori – qualche coppia addirittura ha messo su famiglia -, ma come tutte le cose belle, a poco a poco è finita. Inizialmente la Piazza veniva visitata dai curiosi ma man mano la massa ha preso il sopravvento e con essa le droghe, i furti ed i prepotenti. Se nei primi anni 2000 Piazza Garrafaello era il palco più ambito dalla scena reggae italiana a poco a poco è diventata un punto di ritrovo per tossici, gente pesante e musica di tutti i tipi. Oggi il solo obiettivo è quello di fare entrare più soldi possibili ai commercianti della Piazza, che hanno contribuito a farla diventare un luogo comune in cui il sabato sera è impossibile camminare. Se sia meglio o peggio non lo sappiamo, sta di fatto che sono trascorsi almeno 10 anni e come ogni cosa anche il profilo di quella piazza è cambiato. Da quel momento, quella “moda ” quello “stile di vita ” è cambiato. Quel contesto sicuramente ha influenzato e ispirato la musica della Famiglia del Sud , sia nella componente melodica che in quella testuale. Oggi la vita che facciamo è totalmente diversa e sicuramente non è più festini, zibbibbo e dancehall però gli ideali per un mondo diverso è più giusto, la passione per la musica e la voglia di nuove avventure musicali non si arresta. Restando sul tema di Piazza Garraffello sarebbe grandioso se fosse rianimata da un mercato urbano, magari nuovo e attento all’esigenza e le istanze dei suoi più importanti abitanti, ossia i palermitani del quartiere!

State lavorando per il nuovo album. Raccontateci di cosa tratta.

Risposta di Sisé Kolombalì

Per il prossimo lavoro sicuramente supereremo la classica Famiglia del Sud la cui formula è quella di una chitarra e due voci e cercheremo di “ammuttare” le nostre composizioni con basso e batteria. Questo però non esclude la possibilità di arricchire la neonata band con altri strumenti o di collaborare ad esempio con producers che lavorano con il digitale. Gli argomenti e le melodie ancora sono in lavorazione e non possiamo aprirci molto. Tra qualche mese probabilmente avrete già modo di ascoltare qualcosa.

 

Grazie per la collaborazione,

Ascoltando Va tutto Bene Palermo Prime augura alla Famiglia del Sud grande successo per i progetti futuri!

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