Cronache dal Cous Cous Fest

di Walter Vaccaro

Il Cous Cous Fest è un evento ormai rinomato, Walter ieri era lì in occasione del concerto del rapper Gemitaiz. Oggi, con l’entusiasmo del fan, ci rcconta della sua performance.

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26 settembre
Data apparentemente come tante
Vento che taglia la faccia
Cous cous fest San Vito Lo Capo
Paradise Lost Tour
Gemitaiz, per gli amici Davide.
Per chi non lo conoscesse Gemitaiz è un rapper.
Si affaccia nel panorama musicale Romano nel 2006 con l’Extreme Team, dopo una carriera da solista; l’ingresso in Tanta Roba, le collaborazioni con tanti rapper, e anno dopo anno è una continua ascesa verso il successo.
La sua musica, i suoi testi, le barre, il suo essere vero, la libertà di esprimersi e la consapevolezza di essere controcorrente.
Questo è gemitaiz. Un artista che tratta temi sociali, come le droghe leggere e la libertà di espressione, qualunque essa sia. Un uomo, prima di essere artista, che continua a opporsi a certe illogiche politiche. Un personaggio irriverente e schietto. Identikit di un fenomeno che piace ai ragazzi e la dimostrazione è stata l’ultima tappa del suo tour il Paradise Lost Tour che si è concluso ieri a San Vito. Una città che ha saputo mischiare l’eccellenza del tradizionale Cous Cous Fest con l’irriverenza del fenomeno musicale del 2018.
Davide è salito sul palco come pochi altri. Ha raschiato le gole e tagliato l’aria. Ha messo sottosopra San Vito ed entusiasmato la folla.
Una folla ampia e varia. Dal ragazzino di 14 anni, al quale ancora non è cambiata la voce, al trentenne stempiato.
Cantavano e saltavano tutti. Per lui.
È il palese esempio di musica che unisce, di generazioni nate sotto diversi auspici e cresciute con lo stesso mezzo.
Nell’attesa che arrivasse Davide ho alzato lo sguardo e nella colonnina pubblicitaria c’era una frase, un motto.
“Make cous cous not war”
Ieri sera il motto del festival e la musica sono state la realizzazione di un concetto di cui spesso si parla e che a volte sembra astratto. L’apertura mentale di un popolo.
Non importa il genere di musica, che sia indie, rock, rap, l’importante è che lanci un messaggio sociale.

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