Facciamo la differenza: Guida per una corretta Raccolta Differenziata

di Epifanio Giordina

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Il problema dei rifiuti è sempre stato una delle piaghe di questa terra, tuttavia gli ultimi dati della raccolta differenziata in Sicilia mostrano per la prima volta un grafico crescente, si è passati infatti dal 12,8% del 2015, al 21%. Il trend di crescita, registrato recentemente, è pari all’1,5% mensile, ciò lascia ben sperare in un avvicinamento al 40% auspicato dai piani regionali per la fine del 2018. Ma siamo davvero sicuri di essere correttamente informati in materia? Epifanio Giardina ha avuto l’idea di spiegare sul nostro magazine, in maniera semplice, come fare una corretta raccolta differenziata. L’interessante progetto si avvarrà di articoli periodici che tratteranno la storia della differenziata, le tipologie di rifiuti, la normativa in materia, le metodologie di smaltimento, i vantaggi della differenziazione e le sue modalità. Alla fine del nostro percorso non vi porrete più la domanda “dove getto questo o quel rifiuto?”

Come facevano i nostri nonni?

Tutti produciamo rifiuti, tutti abbiamo il problema e il dovere di smaltirli al meglio per lasciare ai nostri figli un ambiente ancora integro, in armonia con la natura, senza dissipare risorse. Il pianeta non può più sostenere il ritmo con cui si accumulano i rifiuti, le discariche si stanno esaurendo e presto non sapremo che farne dei nostri rifiuti.

Il problema dei rifiuti c’è sempre stato, fin dal neolitico quando l’uomo divenne stanziale e incominciarono a nascere le prime tribù; i rifiuti dell’uomo preistorico erano per lo più resti di cibo e ossi di cui sono state ritrovate grosse quantità accumulate. In pratica la “monnezza” è nata con l’uomo!

Quando gli aggregati abitativi sono cresciuti, il problema dei rifiuti è diventato sistematico e difficile da risolvere ed è allora che è nata l’idea di istituire un sistema di raccolta di rifiuti per portarli fuori e lontano dai centri abitati, gettandoli in fosse naturali. Sono state trovate discariche risalenti all’antico Egitto ed all’antica Grecia, la più antica si trova a Creta ed ha 3.000 anni. Anche nell’antica Roma, metropoli fin dai tempi antichi, il problema rifiuti era rilevante. Sono state ritrovate vere e proprie montagne di rifiuti: per esempio, il Monte dei Cocci, una collina a Testaccio, fuori Roma, fatto completamente da materiale di risulta di epoca romana.

La cosa singolare è che i romani furono anche gli inventori della raccolta differenziata, tant’è che negli scavi di Pompei ritroviamo una scritta che riporta l’obbligatorietà di conferire separatamente i propri rottami di vetro per riciclarli! Questo perché anticamente il riciclo era una necessità causata dalla carenza di materie prime.

Durante la Seconda guerra mondiale anche il Duce chiedeva agli italiani di riciclare i rottami di ferro, consegnandoli alla Patria perché li potesse “trasformare in potenti armi contro il nemico”.

Quando i nostri nonni erano piccoli, i rifiuti erano pochissimi, quasi inesistenti perché la civiltà contadina non produceva rifiuti: gli animali allevati, i prodotti degli orti e dei campi coltivati, quelli offerti dalla natura, fornivano tutto il cibo necessario per vivere. I rifiuti organici, venivano dati come cibo ai maiali o alle galline, oppure messi in una buca nel campo per ottenere concime. Quando veniva fatta la spesa si utilizzavano sacche di tela confezionate in casa con gli avanzi di lenzuola o vestiti ed i prodotti erano venduti sfusi, chi non aveva mucche acquistava il latte dal contadino che passava da casa e versava il latte direttamente in bottiglie di vetro che venivano riusate più volte, la carta che non veniva più riutilizzata veniva recuperata per accendere la stufa o il camino. Le lenzuola, i calzini e i vestiti venivano rammendati per essere riutilizzati; quando questi non si potevano più usare perché consumati, venivano utilizzati come stracci. Gli imballaggi non esistevano e la plastica monouso (la plastica è nata nella seconda metà del 1800) neppure si conosceva. Per questo motivo i rifiuti erano pochi.

E ovvio che questo modello di civiltà non è perseguibile ma molti concetti dei nostri nonni possono essere riattualizzati:

  1. Ridurre gli imballaggi per ridurre i rifiuti dovrebbe essere una pratica sistematica, come? Scegliendo prodotti che abbiano meno imballaggi possibili come i prodotti alla spina…
  2. Riusare cioè riutilizzare, preferire bicchieri, piatti e tazzine riutilizzabili, riutilizzare gli oggetti il più possibile, anche per fare nuove cose, come? Per esempio una vecchia pedana può diventare una fioriera, un barattolo un portapenne…
  3. Riciclare cioè gettare i rifiuti correttamente, ma anche preferire prodotti con imballaggio riciclabile.

Ma di questo ne parleremo nei prossimi articoli.

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