Palermo Prime lancia la campagna contro l’odio razziale: “Save the Humanity”

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Nei giorni passati Palermo Prime ha voluto, appositamente, pubblicare alcuni articoli aventi come leitmotif la migrazione. Alcuni descrivono una Palermo crogiuolo di culture diverse e proprio per tale motivo unica, altri hanno analizzato il fenomeno negli anni. Abbiamo avuto modo di soffermarci a riflettere sui feedback e sulle reaction dei social (che oggi, purtroppo, sono lo strumento più efficace per misurare l’opinione pubblica) costatando, con mesto rammarico, quanto questi siano stati negativi e feroci, non nei nostri riguardi – si intenda – ma in quelli dei protagonisti delle storie che abbiamo raccontato. Non è raro trovare, tra i commenti, frasi del tipo “bruciateli vivi”, “buttateli a mare”, “gente di merda”. È assurdo prendere atto del fatto che nel giro di qualche mese – e ci duole appurare come ciò sia avvenuto in concomitanza con la formazione del nuovo governo – si sia passati dal noto slogan “aiutateli a casa loro” – che ancora lasciava sperare in quel senso di vicinanza e nell’altruistica volontà di soccorso e collaborazione, che l’Italia ha sempre avuto – a frasi sulla scia di quelle che abbiamo già citato e che non vogliamo mai più ripetere. La macchina mediatica, ahinoi, sta subdolamente innescando un senso comune razzista e xenofobo, che fa emergere la parte peggiore degli italiani, esattamente come è stato con la propaganda dei regimi di 100 anni fa. Ma la cosa veramente più allarmante è che, come dice la nostra lettrice Giada, “anche la cosa più disumana, oggi diventa socialmente accettata”.

Non vogliamo rimanere indifferenti a questo scempio

Palermo Prime è un mezzo di comunicazione e come tale non può rimanere inerme di fronte a quella che, per chi ancora non ne avesse contezza, è una vera e propria crisi di valori. In Italia, c’è una fetta di popolazione (che si espande sempre di più) capace di acclamare come eroe moderno un calciatore proveniente da un’altra nazione e acquistato da una società calcistica di casa ma, nello stesso tempo, fuori da ogni logica, abile nel ritenere che la decisione giusta, nei confronti degli odierni immigrati, sia quella di ammazzarli tutti. Il fenomeno della migrazione è terreno ampio e complesso, sicuramente non di nostra competenza e ce ne guardiamo bene dall’affrontarlo, per non cadere nella trappola delle soluzioni semplicistiche. Tuttavia, adesso, c’è una grave priorità che va affrontata, non si tratta di politica interna o estera, ma semplicemente di ETICA: è l’inizio di una nuova ondata di odio razziale, siamo in piena decadenza valoriale. Il nostro è un vero e proprio grido: Aiutateci! Usate questo mezzo di comunicazione se potete, contro il qualunquismo imperante e contro una politica (perché null’altro è se non questo) che ci sta facendo perdere, nel modo più infido possibile, la percezione dell’umanità. Aiutateci a far comprendere che la razza umana è un fattore puramente culturale e politico e non un concetto esistente in biologia: la razza non è contenuta nel DNA!

Il nostro Magazine, da oggi, lancia la campagna “Save the Humanity”, “umanità” intesa come valore. Condividete le nostre Humanity card, riempiamo i social network, postatele ovunque aleggi quel senso di odio nei confronti di gente che probabilmente ha una sola colpa: essere nati nel posto giusto ma nel momento sbagliato.

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