Da minchia a minkia

di Matilde Caruso

Internet e i social media hanno portato al passaggio della parola minchia in minkia

0 1.653
La parola minchia deriva dal latino volgare ‘mencla’ cioè pene. Il termine ha origine in Sicilia e ben presto si è diffuso in tutta l’Italia. Non è strano, infatti, sentire pronunciare la parola anche ad un settentrionale, nel caso di esclamazione, disprezzo, apprezzamento, stupore e via dicendo.
Col tempo, a cominciare dal linguaggio parlato, questo specifico lemma ha dato vita alle sue parole derivate: “minchiata”, ad esempio,  per indicare una stupidaggine, una cosa di poco conto o una questione abbastanza facile da risolvere; il termine “minchione”, per indicare lo sciocco; “minchieggiare”, che indica i momenti in cui ci si rilassa facendo cose futili.
Questa parola è talmente diffusa da essere stata utilizzata parecchio anche nella musica e nella letteratura. Un esempio è l’opera di Giovanni Verga, I Malavoglia. Qui padron ‘Ntoni viene giudicato un “minchione” perché incapace di fare i suoi affari. Recentemente Luciana Littizzetto ha inserito l’esclazione siciliana nel titolo del suo romanzo Minchia Sabbry!
La parola “minchia”, nella suo enorme utilizzo e grande diffusione, proprio come succede nelle parole più comuni, ha subito una sorta di evoluzione grafica a causa del l’avvento del web ed in particolare dalla diffusione dell’uso dei social networks. In questo spazio virtuale il linguaggio, per questioni di tempo e di economia, viene semplificato al massimo, esempio classico è quello del segno x al posto della parola ‘per’; o anche il meccanismo dell’ omissione delle vocali, pensiamo all’ormai usuale ‘cmq’ al posto di ‘comunque’. Nello specifico caso in questione, la k viene utilizzata in luogo del ‘ch’ , questo a comportato, appunto, il passaggio da minchia a minkia.
Minkia – per essere al passo con i tempi la dobbiamo scrivere così – cone le altre parole ha subito un processo estetico di stilizzazione, un processo che riduce i segni al minimo indispensabile per la comprensione. Se ne deduce che quest’epoca è talmente veloce e fluida da dover fare economia anche sulle lettere che compongono una parolaccia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.