Alcune cose da spiattellare in faccia a chi ti chiama “siciliano terrone”

di Rossella Vasta

I nostri paesaggi nei testi di Ariosto e di Verne, Picasso che qui trae la sua ispirazione, la probabile nascita di Shakespeare a Messina, i primati di cui la Sicilia si pregia.

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Dopo le cose della Sicilia “che (forse) era meglio non sapere” (articolo di luglio pubblicato su Palermoprime.it), ecco una sommaria elicitazione di cose della Sicilia che, invece, è doveroso sapere, tramandare, conservare nella memoria e spiattellare in faccia a qualcuno, se è il caso. Perché il “sicilianismo” non può solamente essere rimorso ma anche orgoglio.

N.1 Lo sapevate che in Sicilia è stato ambientanto l’ultimo episodio diViaggio al centro della terra? Ebbene sì, precisamente a Stromboli. Proprio alla fine del racconto, Jules Verne descrive un paesaggio molto familiare, che fa da cornice alle peripezie di Otto, Hans e Axel e che ha tutta l’aria di essere quello dellaSciara di fuoco (il pendio che dalla bocca del vulcano Stromboli scende fino al mare). Furono tanti gli scrittori che si lasciarono ammaliare dall’incantevole paesaggio siciliano, in particolar modo quello delle sue isole. Ancora prima, ad esempio, Ludovico Ariosto aveva deciso di ambientare a Lampedusa lo scontro finale dell’Orlando furioso, quello fra tre cristiani – tra cui Orlando – e tre musulmani, presagendo, quasi, quel confronto culturale che proprio a Lampedusa è una realtà quotidiana, ma questa è un’altra storia.

N.2 I messinesi hanno un concittadino illustrissimo. Si dice che Messina, probabilmente, ha dato i natali al più importante drammaturgo della cultura occidentale: William Shakespeare. Sembra il frutto di una fantasticheria, eppure ci sono validi elementi che possono confermare questa ipotesi. Si pensa, infatti, che il vero nome dello scrittore sia in realtà Michelangelo Florio Crollalanza, nato per l’appunto da Giovanni Florio e Giuseppina Crollalanza.  A ben guardare, non sembra poi così tanto una boiata in quanto, mediante un elementare esercizio di traduzione del cognome inglese (e di fantasia), si può facilmente ottenere la seguente: shake = “scrolla” e speare = “lancia”. Per non parlare poi del fatto che sia Michelangelo che William sono nati nel 1564 ed entrambi hanno scritto un’opera dal medesimo titolo: Tantu trafficu ppi nenti (di Michelangelo Florio Crollalanza) Much ado for nothing (di William Shakespeare, traducibile con Tanto rumore per nulla). Insomma questi elementi, ma anche molti altri, fanno proprio pensare che non si tratti di un gioco.

N.3 Seguitemi, adesso, in questo breve esperimento. Figuratevi per un attimo nella mente l’opera che sto per descrivere: un nitrito lacerante, un urlo di morte straziante e scheletrico. Un galoppo impetuoso di mostri oscuri su cadaveri di gente uccisa: uomini donne e bambini di ogni ceto sociale, grigiore, lance, bocche spalancate. Dolore e morte stilizzata, tratti lievi ma non per questo muti. Qual è la prima opera d’arte che vi viene in mente se non Guernica di Picasso? Forse il Trionfo della morte? Bravissimi! Il simbolo per eccellenza dell’opposizione a ogni dittatura, dipinto in occasione del bombardamento della cittadina basca e capolavoro indiscusso dell’artista catalano, potrebbe essere stato ispirato, infatti, dall’affresco anonimo conservato alla Galleria regionale di palazzo Abatellis di Palermo. Oltre al cavallo, decisamente molto simile, sono molti i punti di contatto tra le due opere. Uguale è, ad esempio, la composizione, ovviamente arrangiata in maniera diversa, con differenti linguaggi che fanno pensare all’opera di Picasso come una versione cubista del Trionfo della morte, a parte questo è evidente lo stesso ritmo drammatico e la stessa collocazione delle figure negli spazi. La stessa, per esperienza, è l’emozione che si prova di fronte all’opera.

N.4 Altre cose di cui andare fieri in Sicilia sono i suoi primati. E già, sembra strano, ma anche la Sicilia è un’isola da guinnes e non soltanto per le sue negatività. Eccone alcuni.

  • La Targa Florio, celebre gara automobilistica firmata dal siciliano Vincenzo Florio, è la più antica del mondo. Nel 1906, dopo altre esperienze fuori dalla Sicilia, Vincenzo Florio decise di consacrare la sua passione automobilistica, istituendo la manifestazione che ancora oggi, seppur bistrattata, è in vigore. Vincenzo disegnò un percorso che si snoda lungo i paesi del Parco delle Madonie. Un progetto visionario in un’epoca in cui in tutta Italia esistevano appena 3000 automobili e in Sicilia solo 500.
  • Abbiamo l’albero più vecchio e grande d’Europa. Il “Castagno dei cento cavalli” si chiama così perché, secondo una leggenda, una non ben identificata Regina, in compagnia di cento cavalieri e dame, durante una battuta di caccia fu sorpresa da un tremendo temporale nei pressi di quest’albero, e sotto di esso si rifuggiò con tutto il numeroso seguito. Il maestoso castagno si trova a Sant’Alfio (CT), nel Parco dell’Etna, ha circa 4000 anni, 22 metri d’altezza e una circonferenza complessiva di 57,9 metri. Nel 1965 è stato riconosciuto come Monumento Nazionale e nel 2006 l’Unesco lo ha “incoronato” Monumento Messagero di pace.
  • Ci dispiace molto per gli amici cinesi o per chiunque cerchi di accaparrarsene il merito, ma la pasta è nata in Sicilia e precisamente a Trabia (PA). Nel 1154, infatti, al-Idrisi, un geografo arabo ospitato alla corte di Ruggero II, scrive di poderi situati proprio nei pressi di questa città, in cui si producevano gliitriya. Si tratta degli antenati dei nostri spaghetti, erano infatti piccoli vermicelli di pasta secca di grano duro, che venivano cotti in acqua bollente.
  • La Sicilia ha stravolto la storia delle telecomunicazioni in Italia. Qui, e precisamente a Partinico (PA), il 25 marzo del 1970, alle ore 19.00, nasce Radio Libera Partinico, la prima radio libera non sottoposta al monopolio di Stato italiano. L’emittente di Danilo Dolci aveva una potenza tale da poter essere captata addirittura negli USA. Purtroppo ebbe anche un altro primato, quello di essere stata chiusa nel giro di 26 ore, poiché nonostante il nobile e rivoluzionario intento di voler documentare la situazione dei terremotati della Sicilia Occidentale e muovere le coscienze di chi, in tutto questo, aveva le sue colpe, era stata istituita mediante un’operazione illegale.

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