Ciao Rita

di Simone Di Trapani

Gentilezza e umanità devono esistere come base dell’agire politico, prima di ogni altra cosa. Questo è quello che ho appreso da Rita Borsellino, l’ultima persona capace di fare sognare generazioni di giovani siciliani.

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Nell’autunno del 2005 pensavamo stesse per terminare l’epoca di Silvio Berlusconi e del Centrodestra, le ultime elezioni europee ci facevano ben sperare e il paese sembrava essere davvero pronto per un cambiamento radicale. Era quello che volevano anche migliaia di giovani siciliani di sinistra; la generazione di Genova, quel popolo della pace che il New York Times definì come terza potenza mondiale. Guardavamo alla trasformazione dell’America Latina e percepivamo questa possibilità, lì dinnanzi a noi. Per questa ragione quel popolo, che in Sicilia era fatto di reti di associazioni, movimenti e piccoli partiti, non si poteva rassegnare all’idea che fosse Latteri, un profilo molto distante da noi, il candidato del centrosinistra alla carica di presidente della regione Sicilia. Volevamo Masaniello a sfidare Totò Cuffaro, il potentissimo governatore che di lì a due anni sarebbe finito in manette per le sue collusioni con la mafia. Ed ecco venir fuori dal cilindro la candidatura di Rita Borsellino, non semplicemente la sorella del magistrato ucciso da cosa nostra, ma la donna che da oltre dieci anni girava, assieme a “Libera”, la Sicilia in lungo e in largo per promuovere la cultura della legalità scuola per scuola. Nessuno meglio di Rita poteva incarnare l’alternativa a Totò Cuffaro.

Conobbi Rita in quell’occasione, entrò nella sede del mio partito, accompagnata da giovani dell’ ARCI. Occhi color del cielo, capelli d’argento, un linguaggio pacato e gentile e la determinazione  di una leonessa. Mi stregò. Le primarie furono una cavalcata e il 5 dicembre del 2005 Rita Borsellino divenne la candidata del centrosinistra, con oltre il 66% di preferenze. La campagna elettorale a sostegno di Rita Borsellino e contro Cuffaro fu la più entusiasmante che io ricordi. Non si scontravano destra e sinistra, non si scontravano idee alternative, Rita stava sfidando il sistema affaristico-mafioso in cui avevano sguazzato mandanti e i killer di suo fratello Paolo, comizio dopo comizio, paese dopo paese, strada per strada.

Quella fu la prima battaglia combattuta per te e con te. L’ultima è stata la sconfitta alle primarie del 2012 per la candidatura a Sindaco di Palermo: non potevamo vincere neanche allora, cara Rita, perché in Sicilia si può solo sperare di cambiare, ma non si arriva mai al cambiamento. Eravamo distrutti dentro la sede del tuo comitato quella notte, entrasti per regalarci un sorriso e dire un grazie ai tuoi ragazzi. Fu allora che, di fatto,  ti congedasti dalla  politica. Gentilezza e Umanità passavano di moda, fino a scomparire, ma io non potrò mai smettere di dirti grazie per avermi e averci insegnato che queste parole devono essere alla base dell’agire politico.

Ti voglio ricordare su quel treno lungo 12 vagoni, che portava migliaia di giovani, scesi dal Nord per mettere una croce sul tuo nome nella scheda, quella era la meglio gioventù siciliana, che tu sola hai saputo mobilitare ed entusiasmare accendendo una speranza che non è stata colta.

Ciao Rita, che la terra ti sia lieve.

1 Commento
  1. carmelo dice

    Grande donna! Supremo esempio!
    Comunque vive.

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