Summer School Mario Frontoni. Palermo come un mosaico

È da poco giunta alla sua conclusione la settima edizione della Summer School Mario Frontoni. Il progetto, tenutosi dal 30 luglio al 4 agosto in tre dimore storiche della città di Palermo (Palazzo dei Normanni, Palazzetto Mirto, Palazzo Comitini) è un’iniziativa di OTIE, l’Osservatorio sul Turismo dell’Economie delle Isole, e quest’anno ha ottenuto il patrocinio di Unesco Sicilia, Palermo Capitale italiana della Cultura 2018, Manifesta 12 e Le Vie dei Tesori.

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I partecipanti alla Summer School, provenienti da prestigiose università internazionali, hanno avuto modo di confrontarsi con rilevanti personalità nel settore del turismo culturale;  tra questi il Prof. Giovanni Ruggieri – presidente di OTIE -,  il Dott. Roberto Albergoni – project manager di Manifesta 12 – , il Prof. Aurelio Angelini – direttore della Fondazione Unesco Sicilia -, il giornalista Marcello Barbaro – Vice Presidente dell’Associazione Le Vie dei Tesori Onlus -.

L’obiettivo degli studenti, coordinati dallo staff di OTIE, era quello di realizzare due disegni progettuali per i siti Unesco Sicilia: uno relativo alla rivitalizzazione della Dieta Mediterranea e l’altro volto all’ideazione e all’implementazione di un adeguato collegamento del turista con i siti Unesco del territorio.

I partecipanti hanno avuto il piacere di vivere Palermo da turisti, una città che non ha nulla da invidiare alle altre capitali europee ma che ancora risulta poco conosciuta dal punto di vista storico-artistico, oltre i confini nazionali, sebbene l’impegno di importanti manifestazioni di livello internazionale gli stiano dando la giusta risonanza. Come sottolinea il docente di turismo dell’ Università di Bournemouth in Inghilterra, Philip Wassler, bisonga insistere nel portare avanti il brand Palermo insieme al brand Sicila. Il docente continua sostenendo che i monumenti palermitani sono ben preservati e che bisognerebbe continuare a lavorare affinché le file di turisti si allunghino sempre di più, anche dietro la porta di Palazzo Comitini, attualmente sede della casa comunale. L’edificio, risalente alla fine del ‘700 e progettato dall’architetto Nicolò Palma, è chiuso ai turisti ma ospita al suo interno un patrimonio artistico notevole, che comprende soffitti affrescati, due quadri di Renato Guttuso, salottini alla cinese con decine di piatti in ceramica Florio, incassati nelle pareti lignee. Altrettanto incantevole la cosiddetta Sala Martorana, dal nome del pittore Gioacchino Martorana a cui si deve la Gloria del Principe sulla volta. Il pavimento è un fastoso maiolicato settecentesco napoletano.

Secondo Wassler, il palazzo dovrebbe aprire al pubblico ponendosi come un piccolo Buckingham Palace dell’Isola. Noi di Palermo Prime, fieri di questo paragone, sostieniamo ampiamente l’idea.

I progetti dei ragazzi sono stati presentati al Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e al direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini, i quali hanno dato importanti consigli per la messa in opera degli stessi. Il Sindaco, intervenuto all’incontro del 3 agosto, ha parlato di Palermo come di un mosaico, <<pezzi di storie diverse, che dovrebbero essere messi assieme da una struttura che li sorregge>>, senza la quale si darebbe vita ad un’eterna confusione, a una miscellanea senza un filo conduttore. Per Orlando, questo è il compito che deve avere l’Unesco: dar vita a mosaici che abbiano al suo interno storia, tradizioni, valori, cultura, diritti umani, opere materiali e immateriali insomma. Il tutto non può prescindere dalla connessione con altre realtà che grazie a internet oggi è non è più una chimera.

<<Bisogna far comprendere che Palermo non è Mafia>>, dice il Sindaco, tuttavia deve di grazie alla Mafia perché oggi, superato quel brutto capitolo di storia, i palermitani hanno potuto notare la differenza con il passato e hanno potuto mettere in atto il cambiamento, così come ha fatto la Germania dopo Hitler o come hanno fatto i musulmani dopo Osama Bin Laden. Guardare al passato, con occhio critico, per mettere in atto il cambiamento, ecco perché grazie. Palermo non è Mafia, ma è la città in cui è nato Don Pino Puglisi, che la Mafia la combatteva ed è morto per questo. Palermo è la Capiale italiana della Cultura 2018, è la città che assieme all’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale si sta riappropriando del suo mare e cercherà di creare una rete con altri porti di città vicine. Palermo è la città che il 15 settembre di quest’anno ospiterà il Papa, che verrà a farci visita proprio in occasione del trentacinquesimo anniversario della morte di Don Puglisi, che adesso è Beato. Il Papa sarà ospitato nel medesimo posto in cui si terrà un grande Gay Pride, dove gli omosessuali manifesteranno il proprio orgoglio e i propri diritti.

Palermo è un mosaico di cultura e diritti umani e vuole lanciare un continuo messaggio di cambiamento.

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