Quel tiro in porta che partì dalla Sicilia. Il successo dei “Cagnacci” con la coppola.

di Rossella Vasta

– Hanno nel gagliardetto un cane bulldog con la coppola siciliana, la loro Asd prende il nome da una frase in dialetto siciliano, sono un affiatato gruppo di amici siciliani e vivono in Emilia Romagna. Ottimi risultati, valori e muscoli d’acciaio, un solo obiettivo: segnare. –

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“Palla avanti e correre”, questo vale nel calcio come nella vita. Nel primo caso lo si fa per passione, nella realtà quotidiana è un dovere. In entrambe le circostanze è necessario, comunque, fare goal.Esiste una bellissima realtà calcistica siciliana nel parmense, che di questa metafora di vita ne fa una consuetudine. “Asd Usai”, associazione sportiva di calcio a 7 Uisp, nasce a Parma nel 2013 dall’idea di un affiatato gruppo di amici siciliani, appartenenti alle Forze dell’Ordine e residenti – per ragioni lavorative – a Parma e in provincia.L’orgoglio di unire pezzi di Meridione, in una realtà che, volenti o nolenti, si sente lontana dalla propria, la voglia di riappropriarsi di una identità collettiva, di riunirsi in uno stesso gruppo, è vivo e probabilmente costituisce ciò che permette di superare le iniziali difficoltà di vivere in un posto lontano dalla propria terra.Questo è ciò che ha dato la spinta ai ragazzi dell’Asd Usai, che con entusiasmo, piedi buoni e tenacia, cercano di portare in alto la bandiera e di far valere il carattere risoluto dei siciliani.Non a caso il simbolo dell’associazione sportiva è un bulldog, con tanto di coppola sicula (da cui l’appellativo “i cagnacci”).<<Il nome “Usai” è quasi una piccola provocazione agonistica, come a far presente ai nostri avversari “’u sai cu semu…” (lo sai chi siamo?!?)>>, afferma l’allenatore Dino Costanzo.Una sorta di incoraggiamento alla squadra, ma anche un avvertimento agli avversari,  a voler dire “guarda che sanno fare i siciliani!”. Come nel calcio così nella vita, anche in questo caso.Il progetto cresce e si perfeziona ogni giorno di più grazie anche agli sponsor di Parma (Old Wild West, Indalo Comunicazione e Rampulla) che hanno contribuito a decretarne il successo.

Gli atleti si incontrano, si ritrovano, ricuciono vecchie amicizie e ne saldano di nuove, non necessariamente tra calciatori della stessa regione.Matteo Casisa, ad esempio, centrocampista palermitano, classe ’83 con un curriculum di tutto rispetto, si ricongiunge quest’anno con Giovanni Merlino “il Mago” (ex militante,anche lui, della squadra del Palermo), compagni in serie D ai tempi del Pro Favara.L’Associazione vanta una rosa di talenti già appartenuti alle migliori società calcistiche siciliane e non solo, per citarne alcuni: Bellone Antonino (già militante nel Viallabate, Atletico Catania, San Giovanni Gemini), Martucci Mirko (che ha giocato nella Genoa, Spal, Alessandria, Cosenza), Tagliavini Michele (ex giocatore del Parma, Fiorenzuola, Noceto), Pipitone Fabio (del Trapani Calcio), Vedda Gaetano (del Brescello).<< Abbiamo avuto la gioia di integrare in organico, anche giocatori parmensi e di altre regioni, costruendo e fortificando, giorno per giorno, un legame nazionale capace di sfociare nella fratellanza, cosa c’è di più bello? >>, continua Dino, che ci racconta di come sul campo, oltre ai muscoli, serva anche tanto cuore, e di come uno scontro agonistico possa trasformarsi in un vero e proprio incontro e scambio culturale (<<a partire dalla familiarizzazione con gli insulti pronununciati in altri dialetti, che in campo non mancano mai, dice il Mister sorridendo>>).In questi anni il gruppo è cresciuto, non solo in termini societari ma soprattutto in termini di successo. A ottobre la squadra ha partecipato al torneo internazionale di Marsiglia, organizzato dalla federazione francese, dove ha avuto l’occasione di misurarsi con professionisti portoghesi, francesi, tedeschi, sloveni, palestinesi, spagnoli e svizzeri, rappresentando l’Italia con orgoglio.<<Negli ultimi 5 anni abbiamo sempre portato a casa il titolo di Campione Provinciale Parmense e quello di Campione Regionale UISP, oltre alla vittoria di diversi tornei e di due campionati “Gazzetta dello sport” tappa di Parma…>>, afferma il neo DS Alessandro Terenzio.<<… La nostra forza è la stessa che ci scorre nelle vene; siamo siciliani e nella vita abbiamo una professione che ci ha insegnato ad essere forti. Sono un poliziotto che, anche al di fuori della propria attività lavorativa, si impegna quotidianamente nel sociale. Quest’attitudine la devo alla mia terra e alla mia famiglia, che mi ha dato le basi adeguate e i giusti valori. È un’eredità di cui vado fiero, per la quale devo ringraziare persone come mio zio, Peppino Terenzio, il “brigadiere volante” di cui il vostro magazine ha parlato qualche tempo fa>>.In poco tempo Alessandro, insieme al Mister Costanzo, è riuscito a snellire le procedure organizzative, ponendosi per quest’anno un unico obiettivo: il titolo nazionale. Anche il Presidente Giampiero Marceddu, direttore di Unieuro (molto vicino ai giocatori che nel Parma Calcio hanno fatto la storia), assieme a tutta la dirigenza, da diverse settimane, lavora per rendere il team ancora più forte. Sarà una stagione piena di novità, la naturale prosecuzione di quella  appena conclusa, che apre diversi scenari, già si parla dell’arrivo di altri atleti ex Pro. Plaermo Prime vi augura tantissimi goalse ancora tanti successi.

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