Il volontariato gentile: “Uniamoci Onlus”

di Rossella Vasta

0 938

A Palermo ci sono persone che quotidianamente fanno del bene, lo fanno in silenzio, con gentilezza e rispetto. Preferiscono rimanere dietro le quinte di quel gridato e ostentato volontariato che a volte è solo fuffa, riuscendo comunque ad ottenere ottimi risultati e forse anche di più.

 A Palermo c’è pragmaticità, passione, abnegazione e tanta tanta umiltà: ci sono realtà come questa.

Uniamoci Onlus è un’associazione no profit attiva a Palermo da 10 anni. L’organizzazione promuove l’inclusione sociale delle persone adulte con disabilità attraverso attività quotidiane, di tipo educativo e di socializzazione, in un centro che è un bene immobile confiscato alla Mafia e situato nel quartiere Brancaccio a Palermo. L’associazione opera nel territorio attraverso progetti che coinvolgono i giovani o che stimolano la pratica del volontariato e del volontariato inclusivo (ovvero il coinvolgimento, anche di persone con disabilità, nello svolgimento di attività di volontariato).

In questo modo abbiamo creato un bel gruppo eterogeneo di persone che usufruisce dei nostri servizi e che supporta le nostre attività: giovani e adulti con disabilità, studenti, giovani e adulti inoccupati, volontari senior, soggetti che svolgono il servizio di messa alla prova, professionisti che vogliono dedicare qualche ora agli altri” – racconta  Eleonora Di Liberto, vicepresidente e project manager dell’Associazione -.

– pubblicità –

A guidare le attività di Uniamoci Onlus il Presidente Davide Di Pasquale, che coordina le attività ed i progetti dell’Associazione, il Vicepresidente Eleonora Di Liberto che cura gli aspetti educativi della attività proposte, ed un gran numero di collaboratori che si occupano di grafica e media, gestione delle attività con gli utenti, gestione della web-radio e del periodico di Uniamoci Onlus.

–  “Uniamoci Onlus” , tra le altre cose, si occupa anche di promuovere la cittadinanza attiva e la mobilità europea, in che modo?

Promuoviamo la mobilità europea attraverso la costante offerta di esperienze formative gratuite all’estero finanziate dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea; siamo infatti partner e coordiniamo circa 12 progetti europei ogni anno, che prevedono scambi di giovani, corsi di formazione per volontari, membri dello staff ed operatori giovanili, esperienze di volontariato, seminari volti a volontari ed operatori giovanili, mobilità per l’apprendimento rivolte a volontari e adulti con disabilità in cui i partecipanti svolgono, per l’appunto, esperienze all’estero. Promuoviamo la cittadinanza attiva offrendo a utenti e volontari l’opportunità di produrre dei cambiamenti nella società in cui vivono, attraverso le loro azioni concrete: ne è un esempio il progetto Palermo Green in cui i volontari si sono impegnati in attività di spazzamento stradale e cura del verde pubblico, per rendere più green la propria città ma anche per sensibilizzare la popolazione locale ad essere più rispettosa della propria città e a prendersene cura.

– La vostra associazione ha avuto degli importanti riconoscimenti come il premio ESEMPIO DI BUONE PRATICHE e il premio  STAR PROJECT, in merito a quali progetti?

Abbiamo ricevuto il riconoscimento europeo di Star Project per il progetto di volontariato senior Free agesenior volunteers meeting young disabled people, che abbiamo realizzato nel 2010-12, uno scambio di volontari senior con l’organizzazione tedesca Diakonie Bremen. Il riconoscimento quale esempio di buone pratiche, invece, è stato attribuito al progetto Going International, in cui sei membri del nostro staff hanno svolto dei periodi di osservazione professionale di 15 giorni, presso l’organizzazione tedesca Diakonie Bremen.

– Quali i progetti adesso in programma e a cosa state pensando per il futuro.

Attualmente stiamo svolgendo un progetto locale sul riciclo creativo con workshop creativi, presso la nostra associazione, la creazione di video tutorial e la creazione di un Muro della Gentilezza. Sono poi attualmente in corso tre partenariati Erasmus+: uno nel settore dell’educazione degli adulti, Art of Inclusion, volto a creare percorsi di apprendimento sul tema dell’arte per volontari ed adulti con disabilità; uno nel settore dell’animazione socio-educativa, Hi-tech Youth Work, volto alla condivisione di buone prassi nell’uso delle nuove tecnologie nel lavoro con i giovani; ed un partenariato per l’innovazione, We train activity, con l’obiettivo di creare un nuovo metodo di lavoro con le persone con disabilità intellettiva fondato sui principi del social coaching

– Qual è la cosa più difficile del vostro lavoro?

Probabilmente la cosa più difficile è riuscire a rispondere sempre alle esigenze dei beneficiari delle attività, servizi e opportunità che l’Associazione offre.

– Quale messaggio cerca di lanciare, ogni giorno e con le sue attività, la vostra associazione?

Il messaggio che cerchiamo di dare con la nostra attività è che ciascuno di noi ha il potere di produrre cambiamenti nella società in cui vive e che se ci si prefissano degli obiettivi in cui si crede davvero, qualsiasi cosa diventa possibile e noi ne siamo la dimostrazione: le persone con disabilità possono viaggiare, possono avere incarichi lavorativi, possono essere volontari e tutti insieme possiamo fare qualcosa per modificare l’opinione comune e gli atteggiamenti della gente.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.