Manifesta12: vademecum per il weekend

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Palermo finalmente si “Manifesta” in tutto il suo splendore. La Città, in occasione del riconoscimento ricevuto – Capitale italiana della Cultura 2018 – ospita la dodicesima edizione della biennale internazionale nomade di arte contemporanea “Manifesta12”. Ogni settimana selezioneremo per voi gli appuntamenti da segnare in agenda, per non perdere l’occasione unica di un viaggio nell’arte e nel pensiero di autori internazionali che invadono la Città facendocela riscoprire, mostrandocene un volto nuovo e inaspettato, in tutta la sua purezza e piacevole contaminazione, in tutto il suo ibridismo culturale, tra vecchie emozioni e contemporaneità, ma anche tanta, tantissima innovazione.

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La biennale punta sull’approfondimento di tre grandi sezioni tematiche: Garden Of Flows, Out Of Control Room e City On Stage e poi una serie di eventi collaterali.

Per questo week-end vi segnialiamo:

  • Keith Haring “Party of life” – Per la prima volta a Palermo uno degli artisti contemporanei più grandi del XX secolo. Morto a soli 31 anni, ci lascia in eredità il suo pensiero attraverso i suoi famosi omini colorati che raccontano tutto ciò che caratterizza una vita: l’amore, la gioia, la pace, la morte, la paura. La collezione di Haring si trova a Villa Zito.
  • Shozo Shimamoto “Spazio nel Tempo – Palazzo Sant’Elia ripercorre tutto il cammino dell’artista giapponese sin dalle sue prime sperimentazioni degli anni ’40 e ’50. Un viaggio che racconta di due momenti della vita dell’artista tra Oriente e Occidente. “Spazio nel Tempo” sarà fruibile solo fino al 3 agosto.
  • Katharina Sieverding “Sieverding Palermo” – Katharina è un’artista degli anni ’70 che parla attraverso una fotografia per la prima volta rinnovata. I suoi poster, esposti ai Cantieri culturali della Zisa, affrontano tematiche che riguardano la condizione dell’uomo odierno e i suoi valori.
  • Gabriella Ciancimino, “In Liberty We Trust” – Manifesto politico e vortice di emozioni ataviche originate dall’installazione di monumentali wall drawings, graffiti, performance e installazioni video che hanno l’intento di contaminare le iconografie delle decorazioni liberty e arabo normanne, suscitando ricordi e spaesamento, in una parola: riflessione.
  • Per Barclay, “La camera d’olio” – Come uno specchio, la camera d’olio – ricreata nella Cavallerizza di Palazzo Mazzarino – vuole suscitare una riflessione sull’ “altro da sé”. Il pavimento della stanza ospita una sorta di vasca piena d’olio che riflette la perfetta geometria delle colonne e delle volte della Cavallerizza, suscitando una riflessione architettonica, ma soprattutto filosofica.

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