I have a dream…

di Emna Nefzi

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I have a dream, come ben sapiamo, è il titolo del discorso tenuto dal grande attivista statunitense Martin Luther King nel 1963. Martin sognava un mondo dove la popolazione di colore potesse godere degli stessi diritti dei bianchi. Questa frase, inevitabilmente, da origine ad un’immagine nella nostra mente: quella della marcia di protesta per i diritti civili in occasione del Lincoln Memorial di Washington. Una frase piccola e magica, che dice e trasmette tanto, il potere delle parole che diventano il simbolo della lotta contro il razzismo, negli Stati Uniti e ovunque nel mondo.

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A distanza di cinquantacinque anni, la speranza non è ancora cambiata e il traguardo è sempre lo stesso. Io lo dico a voce alta e forte, proprio come te King: I have a dreamحلم عنديj’ai un rêveTengo un sueñoIch habe einen TraumBenim var bir rüyaיש לי חלום我有一个梦想私は夢があるУ меня есть мечта, io ho un sogno, che non è soltanto quello di sperare un mondo nel quale le persone non saranno giudicate per il colore della propria pelle. No, non è solo questo, purtroppo sogno un mondo dove gli esseri umani potranno essere davvero umani, e dico “purtroppo” perché avrei desiderato avere altro da sognare, avrei preferito che nel mondo non si arrivasse al crollo totale dell’umanità.

Viviamo in un mondo immerso nell’incertezza, un’incertezza che tocca tutti i livelli: siamo insicuri anche nel prendere una posizione, c’è un’ignoranza stravagante, un’intolleranza aberrante, un mondo che, sciaguratamente, mi porta a volermi dissociare da esso. Sognavo un altro mondo, il mondo delle favole, un mondo diverso, dove l’essere umano assume la sua vera funzione di essere umano. Contrariamente, mi trovo in un mondo segnato da guerre, aggressione, violenza, razzismo, ingiustizia, smarrimento, vincoli, barriere, odio, rancore, menzogne, pregiudizi, un mondo con due pesi e due misure e mi chiedo: in tutto ciò possiamo ancora definirci esseri umani???

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Popoli che vivono nella più profonda e atroce povertà, nella fame, nelle malattie, nella carestia, nella siccità, anelano una vita dignitosa, una vita adatta agli esseri umani, aspirano ardentemente a salvare la loro vita, vogliono semplicemente vivere. Tuttavia, oggi, a quanto pare, bramare una vita migliore è un peccato che richiede la condanna a morte. Persone buttate via, denigrate, per niente considerate, trattate ingiustamente, solo perché hanno chiesto di dare una svolta al loro destino, per non rimanere più nella posizione della vittima, solo perché hanno chiesto aiuto in nome dell’umanità, da esseri umani che, purtroppo, hanno perso la loro umanità.

Davanti a una causa del genere e ad altri fatti peggiori, le parole si svuotano, perdono i loro significati, diventano incapaci di descrivere l’efferatezza della realtà nella quale viviamo. Ad un certo punto queste parole non servono più, chiedono di essere sostituite con delle azioni… con delle azioni umanitarie, fatte da veri esseri umani con un cuore, che sanno esaltare il proprio Io superiore, con la buona etica e la giusta morale, verso una strada riservata soltanto al genere umano in quanto pienamente umano, un essere umano intelligente, che sa che la vita è una speranza e che dare una speranza all’altro significa regalargli una vita, che sa che il male non succede soltanto agli altri e che può capitare a chiunque.

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Cambiare il mondo in cui viviamo sembra difficile ma in sostanza non lo è. Le cose sembrano impossibili finchè non osiamo e non procediamo all’azione. Basterebbe leggere, informarsi, eliminare la pigrizia del guardare, non accettare di essere manipolati e non subire senza capire l’essenza e la realtà dei fatti. Basterebbe tornare allo stato di purezza, quello dell’essere umano naturalmente vaccinato contro i pregiudizi e, di conseguenza, contro l’ignoranza che porta solo ed esclusivamente alla degradazione del nostro genere, e che conduce soltanto ad un universo soffocante e rigurgitante odio. Basterebbe che ognuno di noi, dal canto suo, iniziasse a fare un passo verso l’altro, aprendosi verso il prossimo senza riserve ed etichette, con una visione e con un’ idea approfondite su ciò che succede attorno a noi. Basterebbe che ognuno prestasse maggiore attenzione alla personalità nobile che sta dentro di lui, e che capisca che essere definito come “essere umano” non è una cosa scontata ma è una caratteristica riservata a un numero limitato di persone che combatto per non dissiparla .

Nelson Mandela dice che «non esiste un essere umano nato con l’odio verso un altro essere umano a causa del suo colore di pelle, della sua origine o della sua religione».

I have a dream…quello di vivere e convivere con degli esseri umani profondamente umani, semplicemente immuni da ogni crepa che potrebbe guastare la loro e la nostra esistenza.

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