Palermo in salsa Freudiana

di Rossella Vasta

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Palermo è una città ibrida e polifonica, da vivere in maniera carnale e olistica per capirla fino in fondo. Palermo la devi scoprire da solo: immaginala come un baule antico, pieno di carabattole che qualcuno col tempo ha messo via, cianfrusaglie scivolate nell’oblio che quando le tiri fuori danno vita ad un’inconscia atmosfera già vissuta, anche se qui non ci sei mai stato. Palermo produce infiniti significati e ha il sapore di tanti luoghi, Palermo sa di Oriente e di Occidente, di terra e di nuvole, di miele e di fiele, ma non per questo perde la sua precipua identità. Non è facile spiegare questa città, nemmeno se ci sei nato, e nonostante i tanti luoghi comuni che da sempre ci relegano in un ghetto dalle mura altissime fatte di cemento e pregiudizi, oggi Palermo è Capitale Italiana della Cultura.

A Palermo, però, le cose belle hanno la tediosa peculiarità di innescare discorsi che hanno il sapore delle più ataviche bagarre tra “apocalittici e integrati”. Anche questa volta c’è chi vede questo riconoscimento come una spinta virtuosa e chi, invece, canta le solite nenie del disfattismo pessimistico e aberrante. L’aspetto più anomalo è che queste rappresentazioni negative agiscono nella città trovando dimora proprio nella mentalità del palermitano. Non di tutti i palermitani, sia ben chiaro, ma di quelli che, ahiloro, sono affetti dalla sindrome del Super-io freudiano, fatta di autocensura e di propagazione di sensi di colpa nei confronti di ciò che si crede essere avverso alla morale dominante.

Per fortuna a Palermo vive anche il palermitano medio, un personaggio che ha fatto della creatività un vero e proprio mindset, il suo assetto mentale. E i creativi, si sa, non hanno regole, vivono quasi inconsciamente, sono liberi, ma hanno anche un’enorme sensibilità che li rende propensi ad imparare dai propri errori. L’inconscio panormita – quella parte irrazionale e senza controllo di alcuni che si scontra con il modus vivendi di una “società normale” e normata – dà origine ad un’insieme di peculiarità che, al di là delle tassonomie pessimistiche, rendono Palermo una città unica. D’altronde Freud – l’acuto e rivoluzionario osservatore dell’inconscio – a Palermo c’è stato! E allora verrebbe da chiedersi se, verosimilmente, la varietà di tipi umani presenti in questa città abbia costituito il terreno fertile su cui Freud ha basato la sua osservazione etnografica, stilando le linee teoriche del suo pensiero. Altro che capitale della cultura quindi … Palermo è la pietra miliare della filosofia, della psicoanalisi, della neurologia: Palermo si merita un Nobel!

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Freud definiva questa città come un posto pulito e ordinato, affermazione capace di logorare il più moderato degli apocalittici fino a portarlo sull’orlo della nevrosi. Ma sì, avete ragione: come può una città come Palermo essere nominata capitale della cultura, quando materassi o abiti dismessi e divani logori invadono anche i quartieri più centrali della città? La soluzione al problema è Freud. Servirebbe abbandonare le vecchie categorie mentali e adottare un nuovo metro di giudizio, bisognerebbe guardare il problema da un’altra prospettiva, basterebbe non pensare che siano rifiuti e non credere che questa abitudine sia dovuta soltanto al mero desiderio di infrangere le regole. Freud direbbe che nel nostro inconscio, in quello del palermitano medio s’intenda, vi è la semplice volontà di mettere quegli strumenti a disposizione di tutti, nell’eventualità che possano servire a qualcuno meno fortunato. E se vi capiterà di vederci in tre su un motorino o in sette su una macchina omologata per quattro, sappiate che è soltanto il nostro modo, inconscio, di tentare di risolvere due dei più gravosi problemi che affliggono la nostra città: il traffico e quindi anche l’inquinamento. L’abbiamo già detto: Palermo merita il Nobel!

E allora anche tu, viaggiatore in visita a Palermo, non avere timore! Palermo è una città che ti vuole bene, soprattutto se sei un turista, il palermitano medio tiene a te e alla tua salute più di ogni altra cosa al mondo. Siamo inconsciamente quasi tutti dottori qui e siamo in grado di capire a cosa sia dovuto il tuo disturbo anche solamente guardandoti in faccia. Palermo è anche una delle città più economiche del mondo, puoi trovare tour operator e guide turistiche ovunque, assolutamente gratis! Ti basterà chiedere dove si trovi un posto X, assicurati che il tuo interlocutore sia di Palermo e che sia finemente appoggiato con le spalle contro a un muro, un piede su, una mano in tasca e nell’altra una sigaretta. Bene, hai appena trovato Tony, colui che da una semplice informazione ti farà vivere una delle esperienze più belle della tua vacanza: a contatto con la vera cultura palermitana, nei posti più belli e autentici. Che poi non si dica che i palermitani non hanno l’attitudine al lavoro, abbiamo talmente tanta voglia di lavorare che, inconsciamente, lo facciamo anche a gratis. L’abitudine e la quotidianità ci anestetizzano, tendono a far assopire la capacità di guardare oltre e trovare soluzioni: vivere in un luogo, abituarsi ai suoi problemi, demonizzarli è la via più semplice per non capirci niente. Palermo, come qualsiasi altra città del mondo, non è un’entità statica ma soggetta a infiniti cambiamenti. Adottare un’unica visione delle cose, quella è la vera resilienza, intesa nella sua accezione negativa e cara agli apocalittici di questa città. Palermo è una città da guardare con estro, con gli occhi di un artista e con la mente di un neurologo, meglio se si tratta di Freud.

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